L’AI al comando: come le aziende stanno riscrivendo le regole del business.

OpenAI, Google, Musk, DeepSeek (e non solo): chi governa la tecnologia può comandare anche il business. E nessuno vuole restare indietro.
Pubblicato sul numero 3, Maggio/Giugno/Luglio 2025 di MIT Sloan Management Review Italia

Negli ultimi due anni, l’Intelligenza Artificiale (AI) ha smesso di essere solo una frontiera tecnologica ed è diventata il vero campo di battaglia strategico dell’economia globale. La corsa all’innovazione non si gioca più soltanto sul terreno dei nuovi modelli o delle piattaforme, ma su quello dell’integrazione di capitale, del know how e della proprietà intellettuale.

In questo contesto, le operazioni di Mergers and acquisitions (M&A) sono oggi la leva privilegiata per accelerare la crescita, acquisire tecnologie distintive e rafforzare la resilienza digitale. La qualità e la portata delle acquisizioni contano più della quantità: i grandi gruppi e le scaleup (definite come aziende che sono cresciute per tre anni consecutivi a un tasso annuale di oltre il 20%, in fatturato o numero di dipendenti) più dinamiche puntano su target con asset unici – dati, brevetti, talenti, infrastrutture – per presidiare segmenti strategici.

Al tempo stesso, la pressione competitiva e la disponibilità di capitali alimentano una stagione di deal making che coinvolge non solo il tech puro, ma tutte le filiere industriali toccate dall’AI. Tuttavia, l’incertezza macroeconomica e geopolitica impone strategie di acquisizione sempre più selettive e una crescente attenzione alla creazione di sinergie concrete e alla rapidità di integrazione.

Il biennio 2024-2025 segna così il passaggio dall’era della sperimentazione diffusa a quella delle grandi manovre strategiche, dove l’M&A è una delle chiavi per costruire valore e difendere la leadership nell’ecosistema globale dell’AI, senza perdere di vista il ruolo centrale della tecnologia e della capacità di innovare.

È emersa anche una nuova forma di acquisizione, nota come reverse acquihire, nella quale una grande azienda assume una parte rilevante del management team di un’azienda più piccola e ne acquisisce la tecnologia tramite licensing, evitando le complicazioni di un’acquisizione tradizionale. Un esempio: nell’agosto 2024, Google ha orchestrato un’operazione di questo tipo da 2,7 miliardi di dollari con Character.AI.

Crescita del mercato e investimenti

Nel 2024-2025, l’AI ha registrato investimenti record e un’accelerazione nella sua adozione, trasformando imprese e settori. In Italia, il mercato è cresciuto del 58% nel 2024, raggiungendo i 1,2 miliardi di euro, guidato dall’Intelligenza Artificiale Generativa (Gen AI) e dalle grandi imprese.

A livello globale, i ricavi tech AI crescono rapidamente: Microsoft, per esempio, prevede di ricavare 10 miliardi di dollari annui solo dall’AI entro due anni. Negli Stati Uniti, nel 2024, l’AI ha assorbito il 46,4% degli investimenti dei fondi di Venture capital, ovvero 96,9 miliardi di dollari. In Europa, la quota è stata pari al 20% (circa otto miliardi). Gli hyperscaler (Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta) prevedono di investire collettivamente 320 miliardi di dollari nel 2025 in AI e data center, contro i 230 miliardi del 2024.

I maggiori player del mercato

OpenAI. Fondato nel 2015 a San Francisco da un gruppo di imprenditori e ricercatori di spicco, OpenAI è un laboratorio di ricerca sull’Intelligenza Artificiale. Nato come ente no-profit con la missione di promuovere un’AI sicura e benefica, ha poi adottato un modello ‘capped profit’ per attrarre investimenti e accelerare la ricerca. Microsoft ne è diventato il principale partner strategico, investendo 13 miliardi di dollari e fornendo infrastrutture cloud avanzate. Nel 2025, OpenAI ha raccolto 40 miliardi da Softbank, raggiungendo una valutazione di 300 miliardi.

Ha ridefinito la collaborazione tra ricerca e industria, accelerando la concentrazione di risorse tecnologiche e finanziarie e creando nuove barriere all’ingresso per i concorrenti.

Anthropic. Fondata nel 2021 a San Francisco da Dario e Daniela Amodei e altri ex ricercatori di OpenAI, Anthropic nasce da divergenze strategiche con l’obiettivo di porre sicurezza, etica e allineamento ai valori umani al centro dello sviluppo dell’AI. Costituita come Public benefit corporation, si distingue per l’approccio ‘AI safety first’ e per la reputazione di prudenza nella diffusione dei propri modelli, come quelli della famiglia Claude. L’azienda ha raccolto oltre 18 miliardi di dollari da partner come Amazon (8 miliardi), Google, Salesforce e Lightspeed venture partners, che nel 2025 ha guidato un round da 3,5 miliardi, portando la valutazione a 61,5 miliardi. Amazon web services (Aws) è il provider cloud primario. Oltre allo sviluppo di modelli avanzati, Anthropic investe in ricerca su interpretabilità, supervisione scalabile e impatti sociali, posizionandosi tra i leader globali nell’AI responsabile e affidabile.

Perplexity AI. Nasce nel 2022 a San Francisco da Aravind Srinivas (ex dipendente di OpenAI), Denis Yarats (ex Meta), Johnny Ho (ex Quora) e Andy Konwinski (ex Databricks), con l’obiettivo di rivoluzionare la ricerca online attraverso un motore conversazionale basato su Gen AI.

A differenza dei motori tradizionali, Perplexity interpreta domande in linguaggio naturale, consulta il web in tempo reale e genera risposte sintetiche corredate da fonti verificate. Integra modelli avanzati come Gpt-4, Claude 3, Mistral Large, Llama 3 e un modello proprietario, sfruttando la Retrieval augmented generation. La piattaforma è ‘freemium’: la versione gratuita usa Claude 3 Haiku e Large language model (Llm) proprietari, la Pro offre accesso a modelli più avanzati.

Nel 2024 ha superato i 10 milioni di utenti mensili. A maggio 2025 è in trattativa per un round da 500 milioni di dollari (valutazione 14 miliardi), guidato da Accel e con investitori come Nvidia, Jeff Bezos, Databricks e Yann LeCun.

xAI. La startup di Elon Musk, fondata nel 2023, nasce per sviluppare sistemi di AI avanzati e per ‘comprendere la vera natura dell’universo’. In pochi anni si è posizionata tra i principali laboratori mondiali, in diretta concorrenza con OpenAI e Anthropic.

Il prodotto di punta è Grok, chatbot generativo integrato inizialmente su X (ex Twitter) e, dal 2025, anche su Telegram grazie a una partnership da 300 milioni di dollari. Nel marzo 2025 xAI ha acquisito X per 33 miliardi di dollari tramite scambio azionario, creando una piattaforma integrata che combina dati, modelli, infrastrutture e una base di oltre 600 milioni di utenti. Questa fusione consente a xAI di accelerare lo sviluppo dei propri modelli sfruttando i dati social in tempo reale, la distribuzione globale e le sinergie tra team tecnici.

Dopo l’acquisizione di X, xAI è stata valutata circa 80 miliardi di dollari. Musk resta il principale azionista; tra gli investitori figurano fondi come Sequoia, Fidelity e Vy Capital. Nel 2025 sono in corso trattative per nuovi round che potrebbero portare la valutazione fino a 120 miliardi di dollari.

Gemini [Google]. È la famiglia di modelli di Gen AI di nuova generazione sviluppata da Google, grazie alla collaborazione tra DeepMind e Google Research. Presentato a fine 2023, rappresenta il sistema AI più avanzato e flessibile mai realizzato da Google.

Progettato per comprendere, generare e combinare testo, immagini, audio, video e codice, Gemini sfrutta reti neurali profonde, architetture transformer e reinforcement learning per offrire prestazioni elevate in comprensione del linguaggio, generazione di codice e analisi dati. È integrato in Search, Workspace, Android, Vertex AI e accessibile tramite app e API.

Il suo punto di forza è il ragionamento avanzato e la capacità di risolvere problemi complessi con catene di pensiero articolate. Il modello è ottimizzato per efficienza e scalabilità, adattandosi sia a data center sia a dispositivi mobili, e rappresenta il fulcro delle strategie AI di Google per il prossimo decennio.

Mistral AI. È una startup francese creata nel 2023 a Parigi, da Arthur Mensch, Guillaume Lample e Timothée Lacroix, ex ricercatori di DeepMind e Meta. Il suo obiettivo: democratizzare l’AI tramite modelli efficienti, trasparenti e spesso open source (cioè, il source code è reso liberamente disponibile per le modifiche e la redistribuzione).

L’azienda sviluppa Llm sia open source sia commerciali, caratterizzati da architetture transformer e mixture of experts, che garantiscono alte prestazioni con minori risorse computazionali. I modelli sono adatti anche a settori regolamentati come banche e sanità.

Nel giugno 2024, Mistral ha chiuso un round da 600 milioni di euro (valutazione 6 miliardi di euro) con investitori come Microsoft, Nvidia, Salesforce, General Catalyst e altri, posizionandosi tra i principali player di AI europei.

DeepSeek. È una società cinese, fondata a Hangzhou nel 2023 da Liang Wenfeng (co-fondatore di High-Flyer, principale finanziatore). L’azienda si è rapidamente posizionata tra i principali laboratori mondiali di AI.

DeepSeek ha sviluppato una gamma di Llm estremamente efficiente e a basso costo (DeepSeek-Llm, V3, R1), con modelli open weight (in questi casi, il modello fornisce accesso ai parametri del training, ma spesso esclude i dati del training, il source code e la metodologia) e in parte open source, che consentono trasparenza e utilizzo gratuito, o molto economico, rispetto ai concorrenti occidentali. L’azienda ha ottimizzato i costi di addestramento grazie a tecniche come il mixture of experts e all’uso di hardware meno potenti, aggirando le restrizioni sulle esportazioni di chip AI.

Nel 2025, l’app DeepSeek ha raggiunto il primo posto su App Store Usa, superando ChatGpt in download. Il successo dei modelli ha avuto un impatto significativo sul mercato globale, contribuendo al crollo delle azioni Nvidia (che lunedì 27 gennaio 2025 hanno perso il 17% del loro valore, ma successivamente hanno visto un forte recupero: il 29 maggio erano sotto la quotazione di venerdì 24 gennaio solo del 2%). DeepSeek si distingue anche per la cultura meritocratica e l’apertura a talenti da diversi background.DeepSeek è autofinanziata tramite High-Flyer e non ha raccolto capitali da Venture capital esterni. Secondo Forbes, la valutazione stimata varia da 1 a 10 miliardi di dollari, confermandola tra i top cinque laboratori di AI mondiali.

Meta (Llama). Meta ha intrapreso una strategia di investimento massiccia e mirata nello sviluppo della famiglia di modelli AI Llama, con l’obiettivo di consolidare la propria posizione nel settore dell’AI open source e Generativa.

Per il 2025 sono previsti investimenti tra i 60 e gli 80 miliardi di dollari in infrastrutture, data center e oltre 1,3 milioni di GPU, fondamentali per l’addestramento e la scalabilità di Llama 4.

Il programma ‘Llama for startups’ incentiva l’adozione tra le startup, offrendo supporto e crediti cloud. Meta punta su un modello ibrido: accesso gratuito per utenti non commerciali e PMI, piani a pagamento e licenze per grandi imprese e hyperscaler, oltre a partnership con piattaforme cloud come Aws.Llama 4 rappresenta un salto tecnologico rispetto a Llama 3, con 10 volte la potenza computazionale e le tecniche avanzate di self-supervised learning e reinforcement learning with human feedback. Meta prevede ricavi da Llama tra i 2 e i 3 miliardi di sterline già nel 2025 e tra i 460 e i 1.400 miliardi di dollari entro il 2035. Nonostante il successo in termini di adozione (oltre un miliardo di download), Llama ha affrontato ritardi e critiche sulla trasparenza dei benchmark. Meta punta su ritorni di lungo periodo, sia in termini di innovazione sia di nuovi flussi di ricavi.

Alibaba. Nel 2025, Alibaba ha annunciato un investimento record di 380 miliardi di yuan (circa 53 miliardi di dollari) in AI e cloud per i successivi tre anni, il più grande della sua storia. L’investimento è destinato soprattutto a rafforzare infrastrutture, data center e capacità computazionale per l’addestramento di modelli AI avanzati.

Alibaba mira a consolidare la leadership globale nei servizi cloud e nell’AI, puntando anche sull’Intelligenza Artificiale Generale (AGI) come obiettivo strategico di lungo termine. L’azienda si propone come punto di riferimento per imprese che sviluppano e implementano soluzioni AI.

L’impegno nell’AI ha già contribuito a una crescita significativa dei ricavi, in particolare nella divisione Cloud Intelligence (con un aumento dell’11% anno su anno) e nelle vendite AI, che hanno registrato una crescita a tripla cifra per sei trimestri consecutivi.Nella Tabella 1 sono riassunti i dati salienti per ciascuna delle nove aziende di AI analizzate.

Sviluppi recenti

Nel mese di maggio, sulla stampa internazionale sono state pubblicate diverse notizie interessanti legate al mondo AI.Un gruppo di startup (Pip Labs, Vermillio, Created by Humans, ProRata, Narrativ e Human Native) sta costruendo dei tool e delle piattaforme dove gli scrittori, gli editori, gli studios musicali e i produttori cinematografici possono ricevere un compenso se permettono l’utilizzo dei loro contenuti per il training dei modelli di AI. Queste piattaforme hanno ricevuto finanziamenti per 215 milioni di dollari dal 2012. Si prevede che il mercato dell’AI licensing cresca dai 10 miliardi del 2025 a 67,5 miliardi nel 2030.

Microsoft, invece, ha reso i modelli di AI della startup di Elon Musk xAI disponibili per i suoi clienti cloud, nell’ultimo segnale di un raffreddamento nel rapporto di Microsoft con OpenAI, inventore di ChatGpt.

Google, d’altra parte, prevede di aggiungere al suo motore di ricerca delle funzionalità che lo rendano simile a un’AI chatbot, in un momento in cui è impegnata a competere con concorrenti come OpenAI. Gli utenti di Google Chrome e Google Search basati negli Stati Uniti dal mese scorso possono attivare un’AI mode che fornisce un’interazione ‘conversazionale’ simile a ChatGpt, invece che la lista tradizionale di link. Con questa mossa, Google si allontana ulteriormente dal suo modello gratuito supportato dalla pubblicità. L’abbonamento standard ad “AI pro” costa 25 dollari al mese.

Sul fronte opposto, OpenAI ha acquisito, per 6,4 miliardi di dollari, la startup fondata da Sir Jonathan Ive, che era stato il Chief Designer di Apple e che aveva avuto un ruolo fondamentale nella creazione del primo iPhone nel 2007, lavorando a stretto contatto con Steve Jobs. Sir Ive aveva lasciato Apple nel 2019 dopo aver lavorato per quasi 30 anni nell’azienda. L’obiettivo di OpenAI è quello di creare nuovi prodotti allineati con l’era dell’AI.

Quattro Gruppi industriali tra i più vecchi in Europa (Schneider Electric, Siemens AG, ABB e Legrand) hanno visto crescere le loro valutazioni di borsa di più di 150 miliardi di dollari complessivamente, grazie alla crescente domanda di data center legata all’esplosione dell’AI. Questi Gruppi continuano a fornire apparecchiature elettriche per clienti residenziali e industriali, ma i data center rappresentano la parte del loro fatturato con crescita più elevata.

Scenari futuri

L’AI entra in una fase di maturità dove la crescita non sarà più trainata solo dall’hype, ma dalla capacità di integrazione nei processi core, nella scalabilità delle soluzioni verticali e nei ritorni economici misurabili. Nei prossimi anni, vedremo una progressiva convergenza tra le grandi piattaforme globali, le startup innovative e gli operatori industriali, con un aumento delle partnership strategiche e delle operazioni di M&A orientate a consolidare asset critici – dati, chip, modelli proprietari e talenti. L’adozione di AI agent e soluzioni edge accelererà la diffusione in settori come Manifattura, Sanità, Energia e Difesa, mentre la domanda di infrastrutture hardware e cloud continuerà a crescere.

Le principali incertezze. Il quadro competitivo e regolatorio resta altamente fluido. La frammentazione delle normative tra Stati Uniti, Europa e Cina impone alle aziende di adattare prodotti e strategie a mercati diversi, aumentando costi e rischi di compliance. La pressione competitiva porta a una corsa agli investimenti senza precedenti, ma espone anche al rischio di sopravvalutazione degli asset e a possibili ‘bolle’ settoriali.

Sul fronte tecnologico, la rapidità dell’innovazione rende difficile prevedere quali modelli, chip o architetture domineranno davvero il mercato nei prossimi anni, mentre restano nodi critici la scarsità di talenti e la sicurezza dei dati.

Cosa monitorare? Management e investitori dovranno prestare attenzione a diversi fattori chiave: la capacità delle aziende di integrare rapidamente le acquisizioni e generare sinergie concrete; l’evoluzione delle normative internazionali e il rischio di restrizioni sull’export tecnologico, la privacy e l’uso dei dati; l’emergere di nuovi modelli di business ‘AI first’ e la scalabilità delle soluzioni verticali, che potranno fare la differenza tra chi crea valore reale e chi resta intrappolato nella sperimentazione; la sostenibilità degli investimenti in infrastrutture, con particolare attenzione a energia, Supply chain e cybersecurity.

Nuovi modelli organizzativi e di leadership.  Una nuova generazione di leadership sta prendendo forma, la ‘AI first’. La capacità di orchestrare ecosistemi digitali, valorizzare la collaborazione uomo-macchina e integrare l’AI nei processi decisionali diventa centrale. Le organizzazioni di successo investono nella formazione diffusa, adottano modelli agili e cross-funzionali, e creano ruoli dedicati alla governance dell’AI e alla gestione del rischio. L’attenzione si sposta dalla sola implementazione tecnica alla creazione di una cultura aziendale che sappia sfruttare l’AI per innovare, ridisegnare i processi e anticipare le evoluzioni del mercato.

In sintesi, il futuro dell’AI sarà guidato da chi saprà bilanciare velocità di esecuzione, capacità di integrazione, attenzione alla compliance e visione strategica. Le aziende che investiranno in leadership, governance e partnership saranno in grado di trasformare l’innovazione in vantaggio competitivo sostenibile.

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