{"id":716,"date":"2024-09-03T08:00:00","date_gmt":"2024-09-03T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/?post_type=cp_magazine&#038;p=716"},"modified":"2026-04-22T13:47:45","modified_gmt":"2026-04-22T13:47:45","slug":"una-nuova-agricoltura-per-un-mondo-piu-giusto-e-sostenibile","status":"publish","type":"cp_magazine","link":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/magazine\/una-nuova-agricoltura-per-un-mondo-piu-giusto-e-sostenibile\/","title":{"rendered":"Una nuova agricoltura per un mondo pi\u00f9 giusto e sostenibile"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L&#8217;Italia con le sue caratteristiche di unicit\u00e0, pu\u00f2 essere un modello per molti Paesi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0<br>Nutrire in modo sostenibile 9 miliardi di persone. \u00c8 la sfida principale per la sopravvivenza dell&#8217;umanit\u00e0, che non pu\u00f2 che vedere tutti gli Stati unirsi per raggiungere un obiettivo comune, prima che sia troppo tardi. Perch\u00e9, mentre la popolazione mondiale cresce ogni giorno di pi\u00f9 \u2013 la soglia degli 8 miliardi di persone sulla Terra \u00e8 stata superata alla fine del 2022 e quella dei 9 miliardi, secondo l&#8217;ONU e i modelli statistici pi\u00f9 accreditati, verr\u00e0 raggiunta nel 2037, fino a toccare la soglia dei 9,7 miliardi nel 2050 -, l&#8217;Earth Overshoot Day (il giorno nel quale l&#8217;umanit\u00e0 consuma interamente le risorse prodotte dal Pianeta nell&#8217;intero anno) si allontana ogni anno dal 31 dicembre: quest&#8217;anno cade il primo agosto. In questo quadro in continua evoluzione, ogni Stato ha un ruolo, che si inserisce idealmente in una grande strategia mondiale necessaria per poter imprimere un&#8217;accelerazione alle produzioni agricole, renderle pi\u00f9 efficienti e pi\u00f9 vicine alle richieste della popolazione. Perch\u00e9, se \u00e8 vero che siamo ancora lontani dall&#8217;eradicamento della povert\u00e0 (in particolare in Africa), come era previsto dall&#8217;Agenda 2030 dell&#8217;Onu alla fine di questo decennio, negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante e le persone che vivono in condizioni di povert\u00e0 estrema sono il 9,3% della popolazione della Terra, mentre nel 1990 erano il 38% (dati della Banca mondiale). E chi vede il proprio reddito incrementarsi vuole vivere come nei Paesi Occidentali, presi come riferimento per gli stili di vita e per l&#8217;alimentazione.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/03-09-LOW-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-721\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/03-09-LOW-1.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/03-09-LOW-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/03-09-LOW-1-768x512.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/03-09-LOW-1-600x400.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c8 chiaro per\u00f2 che l&#8217;obiettivo non pu\u00f2 essere perseguito con i modelli agricoli e dell&#8217;allevamento tradizionali. Per diversi motivi. Il primo: l&#8217;agricoltura \u00e8 tra i maggiori responsabili del \u00abglobal warming\u00bb, emettendo pi\u00f9 gas serra di auto, camion, treni e aerei considerati complessivamente, rilasciando ossido di azoto dai fertilizzanti. L&#8217;allevamento non \u00e8 da meno, considerando le emissioni di metano e l&#8217;utilizzo di acqua (e l&#8217;inquinamento dell&#8217;\u00aboro blu\u00bb). Inoltre, l&#8217;agricoltura estensiva \u00e8 tra i maggiori responsabili della perdita della biodiversit\u00e0, senza contare le emissioni di ossido di azoto generate dal taglio delle foreste pluviali per far spazio a allevamenti e campi da coltivare: una pratica da bloccare subito, perch\u00e9 i danni causati sono molto maggiori dei benefici. Quello che serve, al contrario, \u00e8 aumentare la resa delle aziende agricole esistenti: se i campi statunitensi, canadesi e australiani sono estremamente produttivi, in Africa, America Latina e Est Europa c&#8217;\u00e8 molta strada da fare. Ed \u00e8 qui che si pu\u00f2 intervenire in modo massiccio per rivoluzionare l&#8217;agricoltura mondiale e far s\u00ec che i 9 miliardi di persone che vivranno sulla Terra tra pochi anni possano sfamarsi in modo sano e sostenibile. Un ruolo che anche l&#8217;Italia pu\u00f2 vivere da grande protagonista.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/03-09_2_LOW.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-723\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/03-09_2_LOW.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/03-09_2_LOW-300x200.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/03-09_2_LOW-768x512.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/03-09_2_LOW-600x400.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La chiave sta nel permettere a tutti di nutrirsi come nei Paesi Occidentali, assecondando la crescita delle richiesta di proteine sulle tavole di tutto il mondo. Ma non si pu\u00f2 pensare di farlo con l&#8217;incremento del consumo di carne, per i motivi esplicitati in precedenza: aumentare la superficie e il numero degli allevamenti sarebbe assolutamente non sostenibile. L&#8217;unica alternativa \u00e8 sviluppare un&#8217;offerta di proteine vegetali, utilizzando in modo massiccio quelle derivate dal grano, dalla soia, dalla carruba, dai piselli e in generale dai legumi, le cui proteine hanno un minor contenuto di grassi, un indice glicemico basso e danno un maggior senso di saziet\u00e0 rispetto a quelle animali. Una sfida che unisce agricoltura e ricerca applicata, ma che al contempo deve guardare alla sua sostenibilit\u00e0 anche economica: non si pu\u00f2 pensare di vendere prodotti a base di proteine vegetali vendendoli a prezzi uguali (se non maggiori) rispetto ai tagli di carne pregiati che provengono dagli allevamenti. Il mercato deve riuscire a proporre \u00abfinti polli\u00bb che costano poco, perch\u00e9 se \u00e8 vero che il 90% della popolazione mondiale vive al di sopra della soglia di povert\u00e0 estrema, lo \u00e8 altrettanto che esistano ampi strati di povert\u00e0 diffusa (anche in Occidente), con milioni di persone che faticano a far quadrare i conti e che non possono permettersi di spendere troppo per prodotti alternativi alla carne. L&#8217;agricoltura mondiale deve essere capace di unirsi, creando un sistema interrelato tra gli Stati, inseriti all&#8217;interno di una filiera internazionale che deve valorizzare le caratteristiche di ogni singolo Paese, inserito all&#8217;interno di un progetto organico non pi\u00f9 rinviabile: le colture intensive, l\u2019allevamento coerente, la produzione cerealicola vanno sempre considerati inseriti in questo contesto ineludibile per ogni governo e per ogni regolatore, rendendo impossibile l&#8217;arroccamento su posizioni autarchiche. L\u2019incremento di valore nutrizionale richiesto da fasce crescenti della popolazione consente di ritagliare spazi per i Paesi in grado di generare prodotti con caratteristiche superiori e distintive, specializzando le colture in modo da favorire il reale valore aggiunto della zona in termini di vocazione o di biodiversit\u00e0 e implementando il ruolo della tecnologia nei campi ma anche aumentando la quota di agricoltura destinata all&#8217;alimentazione umana (oggi \u00e8 il 55% del totale, il resto \u00e8 destinato a mangimi e biofuel) e riducendo gli sprechi, dato che circa il 50% del cibo prodotto nel mondo viene sprecato prima di arrivare sulle tavole. E qui entra in gioco il ruolo dell&#8217;Italia, che deve guardare al proprio ruolo nel sistema complessivo in maniera strategica. Perch\u00e9 il nostro Paese ha caratteristiche di unicit\u00e0. Pensiamo al pomodoro italiano, arrivato in Europa nel 1500 ma che ha un sapore e un profumo irraggiungibili nel resto del mondo. O alla farina di grano tenero, una delle meno tenaci al mondo, o ancora al basilico genovese DOP. Questi prodotti vanno valorizzati con una marchio riconoscibile sui mercati esteri, che sfrutti una notoriet\u00e0 costruita negli anni, reti di vendita, politiche promozionali e una logistica efficiente e che si rivolga ai mercati in crescita e sempre pi\u00f9 alla ricerca di prodotti \u00abpremium\u00bb. Secondo una recente ricerca di McKinsey, il mondo dei consumatori sta cambiando: i giovani tra i 18 e i 24 anni, soprattutto in Paesi emergenti (o gi\u00e0 affermati) come India e Arabia Saudita, ma anche i loro genitori, i pensionati e gran parte della \u00abclasse media\u00bb sono disposti a spendere di pi\u00f9 per prodotti riconoscibili e di qualit\u00e0 per determinate categorie di prodotti. Tra questi, spicca anche l&#8217;agroalimentare, settore in cui l&#8217;Italia pu\u00f2 recitare una parte da protagonista, investendo nel benessere del Pianeta sotto tutti i punti di vista. Una strada che passa anche dalla conversione a \u00abbio\u00bb di tutta la produzione agricola del Paese, un passaggio che \u2013 vista l&#8217;inferiore redditivit\u00e0 dei campi italiani rispetto, ad esempio, a quelli del Nord America \u2013 costerebbe meno rispetto ai concorrenti. Se l&#8217;Italia assumesse questa caratteristica, riconoscibile in tutto il mondo, produttori e commercianti farebbero a gara per ottenere i suoi prodotti, con un notevole vantaggio competitivo. Ma \u00e8 necessario che il governo aiuti finanziariamente questa conversione, in un patto con gli agricoltori e le associazioni che li rappresentano e per far sentire la propria voce in Europa che, a modesto avviso di chi scrive, conosce benissimo le esigenze degli agricoltori del Nord del Vecchio Continente ma potrebbe conoscere meglio quelle del settore primario italiano.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":true},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine\/716"}],"collection":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine"}],"about":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cp_magazine"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}