{"id":3734,"date":"2025-11-28T13:15:05","date_gmt":"2025-11-28T13:15:05","guid":{"rendered":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/?post_type=cp_magazine&#038;p=3734"},"modified":"2026-04-21T10:49:14","modified_gmt":"2026-04-21T10:49:14","slug":"litalia-si-prende-la-scena-un-anno-di-promozioni-senza-precedenti","status":"publish","type":"cp_magazine","link":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/magazine\/litalia-si-prende-la-scena-un-anno-di-promozioni-senza-precedenti\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia si prende la scena: un anno di promozioni senza precedenti."},"content":{"rendered":"\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Nel giro di un solo anno \u00e8 cambiato radicalmente il panorama dei rating dei <strong>debiti sovrani europei<\/strong>, in particolare con l\u2019Italia che da novembre 2024 a novembre 2025 \u00e8 stata <strong>promossa<\/strong> di un gradino da tutte le quattro maggiori agenzie valutatrici internazionali, mentre la Francia \u00e8 stata oggetto di declassamenti.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Standard &amp; Poor\u2019s e Fitch hanno <strong>alzato<\/strong> entrambe il giudizio sull\u2019Italia da BBB a BBB+, DBRS Morningstar lo ha migliorato da BBB high ad A low, mentre Moody\u2019s ha <strong>promosso<\/strong> l\u2019Italia da Baa3 a Baa2. Nello stesso tempo, la Francia \u00e8 stata declassata sia da S&amp;P sia da Fitch da AA- ad A+, DBRS l\u2019ha abbassata da AA high ad AA, mentre Moody\u2019s ha ridotto il rating francese da Aa2 ad Aa3. Pertanto, se a novembre 2024 c\u2019erano cinque gradini di differenza tra il rating della Francia e dell\u2019Italia per S&amp;P e Fitch, sei gradini per DBRS e addirittura sette gradini per Moody\u2019s, a fine novembre 2025, l\u2019Italia ha accorciato la sua distanza dalla Francia a soli tre gradini secondo S&amp;P e Fitch, a quattro gradini per DBRS e a cinque gradini per Moody\u2019s. Il recente giudizio di quest\u2019ultima agenzia valutatrice appare ancora eccessivamente avaro per l\u2019Italia, che ha fatto enormi <strong>passi avanti<\/strong> nella gestione delle sue finanze pubbliche. Nello stesso tempo Moody\u2019s mantiene un rating molto generoso alla Francia, che \u00e8 invece in piena crisi finanziaria e con un debito pubblico che cresce al galoppo. In generale, ci sono ampi spazi per ulteriori <strong>miglioramenti<\/strong> del rating dell\u2019Italia da parte di tutte agenzie, alla luce dei nostri evidenti progressi. D\u2019altronde, i mercati finanziari corrono assai pi\u00f9 veloci dei rating sovrani e ormai riconoscono ai titoli decennali del debito pubblico italiano uno spread inferiore agli analoghi titoli francesi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Le scale dei rating sovrani<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Per i non addetti ai lavori pu\u00f2 essere difficile districarsi tra i voti delle varie agenzie di rating, anche perch\u00e9 non tutte seguono le stesse scale di valutazione o le esprimono con modalit\u00e0 diverse. Il grafico mostra l\u2019evoluzione dei rating di Italia e Francia da novembre 2024 a novembre 2025. Sono evidenziati in rosso i vari rating attribuiti all\u2019Italia, in verde quelli attribuiti alla Francia.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1574\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/251202-edi-grafici-fortis-scaled.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3735\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/251202-edi-grafici-fortis-scaled.jpg 2560w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/251202-edi-grafici-fortis-300x184.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/251202-edi-grafici-fortis-1024x629.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/251202-edi-grafici-fortis-768x472.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/251202-edi-grafici-fortis-1536x944.jpg 1536w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/251202-edi-grafici-fortis-2048x1259.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La scala di valutazione pi\u00f9 nota \u00e8 quella adottata da <strong>S&amp;P e da Fitch,<\/strong> che parte da un voto massimo di AAA e scende di un gradino alla volta, ciascuno equivalente a mezzo punto, fino al livello BBB. I voti da AAA a scalare fino a BBB sono considerati <strong><em>\u201cInvestment grade\u201d<\/em>,<\/strong> cio\u00e8 sono riconosciuti a Paesi <strong>meritevoli di investimento<\/strong> sia pure con gradi di cautela differenti. Sotto il livello BBB, fino al livello C e oltre (i valori pi\u00f9 bassi non sono raffigurati nel grafico), i rating vengono invece considerati <em>\u201cNon-investment grade\u201d <\/em>e sono attribuiti a Paesi rischiosi o poco affidabili; in questo caso l\u2019investimento nei titoli di debito di tali Paesi \u00e8 considerato altamente speculativo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Va notato che l\u2019Agenzia DBRS utilizza i segni high e low anzich\u00e9 +\/- come fanno S&amp;P e Fitch. Ad esempio, BBB+ si scrive, per DBRS, come BBB high. Ma per il resto anche la scala di DBRS \u00e8 allineata a quella delle altre due agenzie. Per contro, la scala di Moody\u2019s e un po\u2019 meno intuitiva, con voti espressi con lettere e numeri differenti dalle altre tre agenzie, ma in realt\u00e0 anch\u2019essi pienamente comparabili.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Per comodit\u00e0 di comprensione, i <strong>rating<\/strong> delle agenzie di rating possono essere normalizzati da zero a 10 attribuendo il voto 10 al rating pi\u00f9 alto e scalando verso il basso di mezzo punto per ogni gradino. Ad esempio, nel caso di S&amp;P e Fitch, AAA corrisponde a 10, AA+ corrisponde a 9,5, ecc. Il voto BBB+ attribuito da S&amp;P e Fitch all\u2019Italia nel 2025 corrisponde a un 6,5. Il voto attribuito dalle stesse due agenzie alla Francia corrisponde invece a un 8. Il Baa2 attribuito all\u2019Italia da Moody\u2019s equivale a un 6 in pagella, mentre l\u2019Aa3 attribuito alla Francia da Moody\u2019s equivale a un 8,5. Il voto A low attribuito da DBRS all\u2019Italia \u00e8 come un 7, mentre l\u2019AA assegnato alla Francia \u00e8 come un 9.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Considerata questa successione di valori espressi in numeri da 10 a scalare, i voti attribuiti oggi dalle varie agenzie all\u2019Italia si possono cos\u00ec riassumere, dal pi\u00f9 alto al pi\u00f9 basso: <strong>DBRS 7; S&amp;P e Fitch 6,5; Moody\u2019s 6. <\/strong>I voti riconosciuti alla Francia sono invece: DBRS 9; Moody\u2019s 8,5; S&amp;P e Fitch 8. Rimodulando i rating in questo modo, \u00e8 ancor pi\u00f9 facile capire che DBRS \u00e8 di <strong>manica<\/strong> estremamente <strong>larga<\/strong> con la Francia, considerato che le viene attribuito un 9, appena un voto in meno di un Paese considerato sicuro come la Germania, che ha un rating AAA. Mentre l\u2019agenzia meno generosa verso l\u2019Italia \u00e8 certamente Moody\u2019s, che, pur avendo recentemente promosso il nostro Paese, gli attribuisce appena un 6. Un\u2019ultima annotazione riguarda i cosiddetti outlook, che affiancano i rating. Gli outlook possono essere stabili, positivi o negativi. Normalmente, se un Paese viene promosso o bocciato gli viene attribuito un outlook<em> <\/em>stabile. Se invece un Paese ha, ad esempio, un rating BBB e gli viene associato un <strong>outlook positivo<\/strong> \u00e8 assai probabile che alla prossima tornata, se migliora ancora, possa essere promosso a BBB+. \u00c8 successo, ad esempio, all\u2019Italia nell\u2019ultimo anno con S&amp;P e Fitch. Oppure, considerando la scala di Moody\u2019s, se un Paese ha un rating Aa2 con un outlook<em> <\/em>negativo, qualora peggiori \u00e8 facile che sia declassato ad Aa3, come \u00e8 accaduto alla Francia il 14 dicembre 2024. Inoltre, se un Paese ha un outlook stabile, \u00e8 normale che prima di essere promosso (o bocciato) in termini di rating, ad esso venga riconosciuto semplicemente un avanzamento (o peggioramento) dell\u2019outlook a positivo (o negativo) come passaggio intermedio. Un&#8217;altra regola abbastanza frequente \u00e8 che, salvo casi eccezionali, \u00e8 difficile che un Paese venga promosso o bocciato due volte nel giro di dodici mesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Da Moody\u2019s l\u2019ultima promozione per il debito sovrano italiano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Il 22 novembre \u00e8 arrivata, finalmente, anche l\u2019ultima delle <strong>promozioni<\/strong> attese per l\u2019Italia e il suo debito pubblico, quella dell\u2019agenzia Moody\u2019s, in un anno che passer\u00e0 certamente alla storia. Infatti, come gi\u00e0 detto, nel 2025 l\u2019Italia ha incassato <strong>miglioramenti<\/strong> del suo rating e del suo outlook da parte di tutte le quattro pi\u00f9 importanti agenzie valutatrici internazionali, Standard &amp; Poor\u2019s, Fitch, DBRS e, venerd\u00ec 22 novembre, appunto, Moody\u2019s. L\u2019agenzia ha riconosciuto nel suo Report che Il governo italiano, sotto la guida del Ministro dell\u2019economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, sta riportando il <strong>deficit\/PIL<\/strong> dell\u2019Italia sotto il 3%, con un anno di anticipo rispetto a quanto concordato con Bruxelles. Moody\u2019s prevede che \u201cil surplus statale primario dell\u2019Italia aumenter\u00e0 ulteriormente, il che supporter\u00e0 un graduale declino del rapporto debito\/PIL dal 2027 in poi. Il <strong>debito italiano<\/strong> \u00e8 previsto <strong>scendere<\/strong> poco sopra il 130% del PIL nel 2034 rispetto a una stima del 136,5% nel 2025\u201d. A quel punto &#8211; aggiungiamo noi \u2013 il debito italiano in percentuale del PIL sar\u00e0 molto pi\u00f9 basso dei debiti di Francia e Stati Uniti, per non parlare del Giappone: una rivoluzione quasi copernicana. Sono le stesse proiezioni del <strong>Fondo Monetario Internazionale<\/strong> a dirlo (FMI, \u201cFiscal Monitor\u201d, ottobre 2025).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Moody\u2019s ha giustificato la sua promozione anche con la <strong>stabilit\u00e0 politica<\/strong> e di governo dell\u2019Italia che \u201caccresce la capacit\u00e0 di realizzare efficaci <strong>riforme economiche e fiscali <\/strong>nonch\u00e9 di attuare gli investimenti del PNRR\u201d. Un altro fattore importante riconosciuto all\u2019Italia \u00e8 il buon andamento delle entrate statali e la resilienza della nostra economia, con l\u2019occupazione in costante crescita.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019importanza di una corretta comunicazione-Paese per riguadagnare credibilit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Non basta fare progressi ma \u00e8 importante anche saperli comunicare. Le promozioni da parte delle agenzie di rating incassate nell\u2019ultimo anno dal nostro debito sovrano si fondano soprattutto su <strong>quattro pilastri.<\/strong> Quattro punti di forza che stanno man mano convincendo i mercati e i valutatori internazionali che il nostro Paese non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerato la \u201cpecora nera\u201d del debito pubblico europeo. Si tratta di quattro fattori fondamentali del nostro sistema socioeconomico che l\u2019Italia, non solo grazie al Governo, come \u00e8 ovvio che sia, ma anche grazie ad altre istituzioni, negli ultimi tempi \u00e8 riuscita a <strong>comunicare<\/strong> meglio al mondo e ai mercati. Sconfiggendo cos\u00ec <strong>radicati luoghi comuni<\/strong> che la nostra stessa autoflagellante narrazione domestica ha contribuito a rafforzare. Il recupero della credibilit\u00e0 italiana, infatti, \u00e8 avvenuto finalmente anche attraverso una <strong>migliore comunicazione.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Il primo di tali pilastri, che abbiamo consolidato negli anni, \u00e8 il <strong>bilancio statale primario,<\/strong> cio\u00e8 il bilancio annuale delle nostre finanze pubbliche prima del pagamento degli interessi. Quanti sanno che dal 1992 al 2019, prima del Covid, il <strong>debito pubblico<\/strong> italiano \u00e8 cresciuto praticamente soltanto per colpa della <strong>spesa per interessi<\/strong> e che il nostro bilancio primario ha sempre chiuso in positivo, salvo che in occasione della crisi finanziaria mondiale del 2009? Ben pochi ne sono a conoscenza in Italia, figuriamoci all\u2019estero, dove ci immaginano da sempre come un Paese di spendaccioni che sperpera il denaro pubblico. Invece \u00e8 l\u2019esatto contrario. Alcuni semplici dati: dal 1995 (quando iniziano le attuali serie storiche comparabili a livello internazionale) fino al 2019 l\u2019Italia ha generato un <strong>surplus statale primario<\/strong> cumulato di 764 miliardi di euro correnti, pi\u00f9 alto perfino di quello della austera Germania (598 miliardi), mentre la Francia \u00e8 in profondo rosso (-562 miliardi), avendo i cugini transalpini prodotto l\u2019ultimo bilancio primario positivo della loro storia nell\u2019ormai lontanissimo 2001. Inoltre, nonostante i <strong>costi pubblici <\/strong>enormi sostenuti da tutti i Paesi del mondo durante la pandemia, l\u2019Italia, secondo la Commissione Europea, nel 2020-2027 presenter\u00e0 un bilancio statale primario cumulato negativo per \u201csoli\u201d <strong>261 miliardi di euro,<\/strong> essendo gi\u00e0 tornata in surplus nel 2024, mentre Germania e Francia saranno in deficit, rispettivamente, per 748 e 832 miliardi. Sull\u2019arco dell\u2019intero periodo 1995-2027 il surplus primario cumulato dell\u2019Italia ammonter\u00e0 a 503 miliardi di euro, la Germania sar\u00e0 invece in deficit per 150 miliardi e la Francia per ben 1.400 miliardi. Saranno in rosso cumulato anche tutti gli altri maggiori Paesi avanzati: Spagna (-494 miliardi di euro), Regno Unito (-1.084 miliardi di sterline), Giappone (-548 triliardi di yen) e Stati Uniti (-14.340 miliardi di dollari).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Siamo, dunque, il Paese pi\u00f9 \u201cfrugale\u201d in circolazione. Ed \u00e8 stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il primo a spiegarlo con chiarezza in una serie di incontri con vari Presidenti stranieri negli ultimi anni. Sempre Mattarella \u00e8 stato il primo, in ripetute uscite pubbliche, a pretendere un rating per l\u2019Italia <strong>pi\u00f9 oggettivo<\/strong> ed appropriato da parte delle agenzie valutatrici. <strong>Pi\u00f9 comunicazione,<\/strong> dunque, e in questo caso al pi\u00f9 alto livello istituzionale, uguale promozione.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Un secondo pilastro dell\u2019Italia, pi\u00f9 recente, \u00e8 la nostra <strong>posizione patrimoniale positiva con l\u2019estero,<\/strong> consolidatasi negli ultimi anni grazie ai ripetuti surplus di bilancia commerciale e del turismo. Siamo diventati, noi italiani, creditori netti verso il mondo, cio\u00e8 lo stock dei nostri crediti privati supera oggi l\u2019ammontare dello stock del nostro debito pubblico in mani estere. L&#8217;Italia \u00e8 l&#8217;unico grande Paese del Mediterraneo con una posizione patrimoniale netta sull&#8217;estero positiva, 282 miliardi di euro nel primo trimestre 2025, mentre Francia (-825 miliardi), Spagna (-772 miliardi), Grecia (-339 miliardi) e Portogallo (-172 miliardi) hanno invece una posizione patrimoniale sull\u2019estero negativa. Assomigliamo ormai, sotto questo profilo, a Paesi nordici come la Germania o l\u2019Olanda. \u00c8 stato il Governatore Fabio Panetta, in occasione dell\u2019Assemblea della Banca d\u2019Italia del 2024, il primo a <strong>enfatizzare<\/strong> pubblicamente questo nostro elemento di <strong>solidit\u00e0,<\/strong> prima poco noto, che da allora ricorre come per \u201cmagia\u201d in tutti i report delle agenzie di rating. Nuovamente: pi\u00f9 comunicazione uguale promozione.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Il terzo pilastro che ci viene ormai riconosciuto \u00e8 la <strong>resilienza dell\u2019economia italiana<\/strong>, che si manifesta sotto pi\u00f9 aspetti, tra cui: 1) una forte ripresa del PIL dopo il Covid, la pi\u00f9 alta tra i Paesi europei del G7 e anche rispetto al Giappone; vale a dire che l\u2019Italia non \u00e8 pi\u00f9 il \u201cfanalino di coda\u201d della crescita, nonostante il rallentamento degli ultimi due trimestri; 2) una eccezionale <strong>diversificazione del nostro export<\/strong> in termini di prodotti e mercati, con le esportazioni italiane che nei primi sette mesi del 2025 hanno superato quelle giapponesi; 3) un sistema bancario solido; 4) una grandissima capacit\u00e0 di \u201cautofinanziamento\u201d diretto del debito pubblico da parte di famiglie (prevalentemente) e imprese, con il settore privato non finanziario italiano, caso unico in Europa, che detiene ormai 442 miliardi del nostro debito pubblico, quasi il 20% in punti di PIL; vale a dire che il <strong>debito\/PIL italiano,<\/strong> al netto di questa componente, <strong>\u00e8 pi\u00f9 basso,<\/strong> ormai di quello della Francia. Questi ed altri rilevanti punti di forza dell\u2019economia italiana sono stati portati all\u2019attenzione generale dal Centro Studi Confindustria (CsC) con uno studio dal titolo \u201cUnveiling Italy\u2019s Economic Potential. A Perspective on a Dynamic and Resilient Economy\u201d, che Confindustria, sotto la guida della vicepresidente Lucia Aleotti, ha presentato nell\u2019ultimo anno a tutte le agenzie di rating, intensificando gli incontri tradizionalmente tenuti dal CsC con le stesse. In particolare, una delegazione di Confindustria ha incontrato i responsabili di Moody\u2019s per i debiti sovrani a Londra lo scorso 27 marzo. Ripetiamo ancora una volta: <strong>pi\u00f9 comunicazione uguale promozione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Infine, il quarto pilastro alla base delle promozioni del nostro rating \u00e8 la <strong>stabilit\u00e0 politica e di governo<\/strong> attuale dell\u2019Italia. Il mondo era abituato a vedere un\u2019Italia che cambiava un primo ministro dopo l\u2019altro dopo l\u2019altro, a distanza di pochi mesi o trimestri. Un governo longevo e stabile come quello attuale aiuta non poco a convincere gli osservatori e i mercati che le linee di politica economica dell\u2019Italia possano avere la necessaria <strong>continuit\u00e0<\/strong> per produrre <strong>risultati tangibili.<\/strong> Risultati che tutti hanno gi\u00e0 potuto apprezzare non solo in termini di disciplina di finanza pubblica ma anche di realizzazione degli investimenti del PNRR.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine\/3734"}],"collection":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine"}],"about":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cp_magazine"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}