{"id":2636,"date":"2025-06-05T13:19:22","date_gmt":"2025-06-05T13:19:22","guid":{"rendered":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/?post_type=cp_magazine&#038;p=2636"},"modified":"2026-04-24T09:21:47","modified_gmt":"2026-04-24T09:21:47","slug":"dalla-scossa-dei-dazi-lo-stimolo-per-crescere-di-piu","status":"publish","type":"cp_magazine","link":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/magazine\/dalla-scossa-dei-dazi-lo-stimolo-per-crescere-di-piu\/","title":{"rendered":"Dalla &#8220;scossa&#8221; dei dazi lo stimolo per crescere di pi\u00f9"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Articolo di Marco Fortis in esclusiva per EDI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il Made in Italy pu\u00f2 superare con successo anche questa sfida<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I progressi dell\u2019Italia nell\u2019export mondiale durante gli ultimi dieci anni sono stati straordinari. Dal 2014 al 2024, tra i Paesi del G-7, l\u2019export italiano \u00e8 quello cresciuto di pi\u00f9 in valore (+27,3%), in linea con l\u2019export degli Stati Uniti (+27,4%): un incremento, quello dell\u2019Italia, che \u00e8 oltre il doppio dell\u2019aumento di Germania (+12,6%) e Francia (+10,1%), con Giappone (+2,4%) e Regno Unito (+0,4%) praticamente fermi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"614\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-1-1024x614.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2637\" style=\"width:700px\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-1-1024x614.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-1-300x180.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-1-768x461.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-1-1536x921.jpg 1536w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-1-2048x1228.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"637\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-2--1024x637.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2656\" style=\"width:730px\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-2--1024x637.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-2--300x187.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-2--768x478.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-2--1536x956.jpg 1536w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-2--2048x1274.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Escludendo i Paesi Bassi, i cui valori di export sono gonfiati in misura abnorme dai transiti portuali di merci, l\u2019Italia nel 2024 si \u00e8 piazzata al sesto posto tra gli esportatori mondiali, preceduta da Cina, Stati Uniti, Germania, Giappone e, di poco, dalla Corea del Sud. Nel primo semestre del 2024, per la prima volta nella storia moderna, l\u2019Italia ha addirittura conquistato il quarto posto tra gli esportatori, precedendo temporaneamente anche Giappone e Corea del Sud.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Ma il dato forse pi\u00f9 significativo \u00e8 un altro, cio\u00e8 il seguente. In base alle statistiche dell\u2019Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), escludendo l\u2019<em>automotive<\/em>, che non \u00e8 una \u201cspecializzazione\u201d italiana (ovviamente Ferrari, Maserati e Lamborghini a parte), e il cui peso nell\u2019export del pianeta \u00e8 pari soltanto al 7,8%, nel restante 92,2% delle esportazioni mondiali l\u2019Italia \u00e8 salita dal nono posto tra gli esportatori che deteneva nel 2013 al quarto posto nel 2023: posizione che sar\u00e0 sicuramente confermata anche dai dati del 2024, non ancora disponibili. Soltanto Cina, Stati Uniti e Germania precedono l\u2019Italia in questa particolare classifica. Francia, Giappone e Corea del Sud sono nettamente alle nostre spalle. Ci\u00f2 grazie all\u2019accresciuta diversificazione merceologica dell\u2019export italiano, che spazia ormai dalla moda alla farmaceutica, dagli yacht ai mobili, dalla meccanica all\u2019alimentare e bevande, dalla cosmetica alle navi da crociera.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Nonostante il rallentamento intervenuto nel 2024, a seguito della crisi economica della Germania e degli scambi intra-comunitari, l\u2019export italiano sembra essersi ripreso in avvio di 2025: nei primi tre mesi di quest\u2019anno, infatti, \u00e8 aumentato in termini tendenziali del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2024. Le esportazioni delle altre tre maggiori economie dell\u2019Eurozona sono invece restate al palo: Spagna +0,1%, Francia -0,2%, Germania -0,6%.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"820\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-3-1024x820.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2660\" style=\"width:720px\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-3-1024x820.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-3-300x240.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-3-768x615.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-3-1536x1230.jpg 1536w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-3-2048x1640.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Sotto il profilo congiunturale, secondo i dati destagionalizzati dell\u2019OCSE, nel primo trimestre del 2025 le esportazioni italiane sono cresciute del 3% rispetto al quarto trimestre del 2024: uno degli incrementi pi\u00f9 forti tra i Paesi del G-20 e del G-7. L\u2019Italia, inoltre, ha messo a segno anche la crescita congiunturale pi\u00f9 sostenuta dell\u2019export di servizi tra i Paesi del G-20: +7,2%.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma che cosa accadr\u00e0 ora all\u2019export italiano con i dazi americani?<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>Il \u201cdeserto dei tartari\u201d dei dazi di Trump&nbsp;<\/em><\/strong><br>I cambi di scenario sui dazi annunciati da Donald Trump con il <em>Liberation Day<\/em> del 2 aprile scorso sono ormai giornalieri. Le fughe in avanti e le retromarce di un uomo che, settimana dopo settimana, sembra avere i connotati pi\u00f9 di un presidente sudamericano che americano, non si contano pi\u00f9. Nell\u2019immaginazione e nella narrativa populista di Trump, c\u2019\u00e8 stato un momento in cui Canada e Messico sono stati indicati come i primi \u201cnemici\u201d degli USA, in cima alla lista dei Paesi che, a giudizio del presidente americano, avrebbero impoverito gli Stati Uniti. Poi, a finire nel mirino di Trump, \u00e8 stata la volta della Cina. Pi\u00f9 recentemente \u00e8 toccato a Bruxelles, con la minaccia di alzare i dazi sui prodotti europei dal 10% al 50% nel giro di una settimana. Anche questo annuncio, per\u00f2, \u00e8 stato subito smentito con il rinvio al 7 luglio di ogni decisione e la immediata riapertura di un negoziato USA-UE. Il Presidente americano non ha mancato di prendersela anche con la Apple, minacciandola di dazi molto elevati qualora non si decida a produrre i suoi IPhone negli Stati Uniti. Poi a fine maggio Trump ha accusato di nuovo la Cina.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Le continue esternazioni di Trump, tra un tweet e l\u2019altro, oltre a gettare nel caos le borse mondiali, ad indebolire il dollaro e il debito americano, hanno anche avuto l\u2019effetto di generare una incertezza senza precedenti tra gli operatori dell\u2019economia reale e tra gli esportatori. Da settimane, ormai, il mondo \u00e8 come paralizzato nell\u2019attesa di una guerra commerciale planetaria che, tuttavia, per ora non \u00e8 cominciata, se non a parole. Con dazi per il momento limitati al 25% su auto, alluminio e acciaio. La domanda chiave \u00e8: i dazi americani alla fine si materializzeranno davvero e, se s\u00ec, essi prenderanno forma nella misura temuta? O finiranno invece col diventare come i tartari immaginari del noto romanzo \u201cIl deserto dei tartari\u201d di Dino Buzzati: cio\u00e8 una minaccia il cui arrivo il comandante Drogo e i suoi compagni della fortezza Bastiani hanno atteso invano per anni, scrutando l\u2019orizzonte del deserto?<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>Le imprese del Made in Italy non devono avere paura ma guardare avanti<\/em><\/strong><br>Per le imprese italiane, la strategia vincente contro la follia protezionistica di Trump \u00e8 innanzitutto quella di non fermarsi nemmeno per un attimo, di non rimanere paralizzate nell\u2019attesa di un qualcosa che per il momento \u00e8 ancora del tutto indefinito. Anche perch\u00e9 i colpi di scena clamorosi, tra l\u2019altro, non mancano, come la decisione della Court of International Trade americana, che il 29 maggio ha dichiarato illegali e nulle le tariffe del <em>Liberation Day<\/em>, affermando che il Presidente non ha il potere di imporle, e contro cui l\u2019amministrazione Usa ha subito deciso di ricorrere in appello. Un\u2019altra Corte ha poi sospeso il provvedimento della prima. Insomma, un caos totale. Vedremo come andr\u00e0 a finire.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Nel clima di incertezza che il comportamento della presidenza Trump ha determinato, il Made in Italy deve proseguire senza tentennamenti, diritto sulla sua strada, fatta di innovazione e diversificazione dei prodotti, nonch\u00e9 di differenziazione dei propri mercati di esportazione. \u00c8 con queste ricette che l\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 riuscita a neutralizzare\/compensare un calo considerevole di ben 6,5 miliardi in due anni, nel 2023 e 2024, del suo export verso la Germania in crisi. Come ci \u00e8 riuscita? Semplice: esportando di pi\u00f9 nella Penisola Arabica e in Estremo Oriente.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>I positivi dati del nostro export nel primo trimestre di quest\u2019anno, di cui abbiamo accennato in precedenza, sono stati derubricati da alcuni commentatori a semplici fenomeni di accaparramento di nostri prodotti sul mercato USA, in vista dell\u2019eventuale imposizione di dazi. In realt\u00e0, non \u00e8 proprio cos\u00ec. \u00c8 vero che sono aumentate molto le nostre esportazioni verso gli USA, in particolare di prodotti farmaceutici, ma anche di moda, alimentari, apparecchi elettrici, mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli. Ci\u00f2 \u00e8 stato dovuto ad accaparramenti? Difficile dirlo. In ogni caso, \u00e8 un dato di fatto, se cos\u00ec fosse avvenuto, che gli accaparramenti avrebbero in tal caso riguardato quasi solo i prodotti italiani e un po\u2019 quelli tedeschi (con una spinta al PIL della Germania nel primo trimestre, rivisto al rialzo a +0,4%), viste le dinamiche negative delle esportazioni di altri Paesi europei come Francia e Spagna. Sarebbe stata una ulteriore dimostrazione di come gli americani ritengano insostituibili i prodotti italiani.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La realt\u00e0, per\u00f2, \u00e8 che nel primo trimestre 2025 sono cresciute considerevolmente non solo le esportazioni del Made in Italy verso gli USA ma anche verso altri Paesi extra-UE. Una tendenza che non cambia anche considerando i primi dati preliminari di aprile 2025, che hanno fatto segnare flessioni mensili tendenziali anno su anno delle nostre vendite negli Stati Uniti stessi e anche verso altri Paesi come Giappone e India. Infatti, nei primi quattro mesi del 2025, l\u2019export italiano risulta in forte aumento verso i Paesi OPEC (+14,8% rispetto ai primi quattro mesi del 2024) e i Paesi del Mercosur (+11,1%). Il nostro export verso i Paesi OPEC \u00e8 stato trainato, in particolare, da moda, articoli in gomma e plastica, metalli e prodotti in metallo, macchinari e mezzi di trasporto. Le esportazioni verso i Paesi del Mercosur hanno invece visto in prima linea mezzi di trasporto, macchinari e articoli in gomma e plastica. Da segnalare che nei primi due mesi del 2025, le sole esportazioni italiane verso Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita (pari a 2,2 miliardi di euro) hanno superato quelle verso la Cina (2,1 miliardi).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>A loro volta, nonostante il calo di aprile, le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti restano nei primi quattro mesi del 2025 dell\u20198,4% superiori a quelle dello stesso periodo del 2024, quelle verso la Svizzera sono a +13,1%, quelle verso l\u2019Oceania a +4,1%, quelle verso l\u2019India a +3%. Nei primi tre mesi del 2025 si \u00e8 assistito anche ad un certo risveglio del nostro export verso i Paesi UE: +5,4% la Germania (con positivi gli alimentari e la moda), +9,2% la Spagna (bene l\u2019export di mobili, macchinari e alimentari).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 da dire, poi, che stiamo gi\u00e0 sperimentando, nei fatti, uno scenario differente ma con effetti simili a quelli dei potenziali dazi statunitensi. Si tratta del crollo delle nostre esportazioni verso la Cina: -10,5% nei primi quattro mesi del 2025. Il nuovo regime di austerit\u00e0 e di minore ostentazione del lusso straniero imposto dal governo del gigante asiatico ha gi\u00e0 determinato un profondo cambiamento nei modelli di consumo dei cinesi: pi\u00f9 auto elettriche locali e meno auto tedesche, pi\u00f9 made in China e meno lusso occidentale. Gli effetti negativi di questo nuovo clima non hanno tardato a manifestarsi anche sull\u2019export italiano verso Pechino: nei primi tre mesi del 2025 abbiamo registrato un -23,6% per la nostra moda, un -21,4% per i nostri mobili, un -24,3% per le nostre auto. Ci\u00f2 nonostante, come abbiamo visto, l\u2019export italiano nel suo complesso sta resistendo abbastanza bene. La diversificazione produttiva e geografica del Made in Italy evidentemente paga e permette di compensare eventuali crisi dell\u2019export su alcuni mercati o in alcuni settori. \u00c8 il nostro miglior antidoto anche contro i dazi di Trump, se in futuro arriveranno per davvero nell\u2019intensit\u00e0 temuta. <\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>Teniamoci stretti il Made in Italy: sarebbe sbagliato rinunciare al modello dell\u2019export solo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 Trump<\/em><\/strong><br>Secondo alcuni economisti, nell\u2019era di Trump l\u2019Italia dovrebbe rivedere il proprio modello di sviluppo se vuole continuare a crescere. L\u2019export di beni, messo in difficolt\u00e0 da eventuali guerre commerciali, a loro giudizio non basterebbe pi\u00f9 per far aumentare il PIL.<\/p>\n\n\n\n<p>Non condividiamo questa visione per due ragioni. La prima \u00e8 che il PIL da sempre aumenta nel lungo periodo soprattutto per il contributo di consumi e investimenti e solo in alcuni anni per effetto della domanda estera netta. La seconda ragione \u00e8 che la domanda estera netta, se produce ripetuti surplus commerciali con l\u2019estero, ci rende comunque pi\u00f9 ricchi attraverso un aumento del nostro \u201cpatrimonio\u201d, nello specifico con un miglioramento della nostra posizione patrimoniale positiva sull\u2019estero. Ci\u00f2 anche qualora il PIL (che in questo nostro paragone un po\u2019 forzato, ma che rende l\u2019idea, \u00e8 come se fosse uno \u201cstipendio\u201d), dovesse crescere poco.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"631\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-4-1024x631.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2645\" style=\"width:795px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-4-1024x631.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-4-300x185.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-4-768x473.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-4-1536x947.jpg 1536w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/250603-edi-articolo-fortis-4-2048x1263.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Perfino la Germania, che \u00e8 in crisi economica profonda da cinque anni se si considera la sola dinamica del PIL, grazie al fatto di possedere un surplus commerciale elevato, ha visto aumentare comunque la sua posizione patrimoniale positiva sull\u2019estero di oltre 1.400 miliardi di euro dal 2019 al 2024. Ci\u00f2 perch\u00e9, grazie all\u2019export e nonostante quest\u2019ultimo non abbia fatto aumentare il PIL, \u00e8 come se Berlino avesse staccato ogni anno per cinque anni delle gigantesche \u201ccedole\u201d dal suo surplus commerciale, \u201ccedole\u201d che hanno accresciuto il suo patrimonio netto, rendendola sempre pi\u00f9 creditrice verso il resto del mondo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia, che per di pi\u00f9, a differenza della Germania, ha visto anche aumentare considerevolmente il suo PIL dopo il Covid, ha fatto esattamente lo stesso. Infatti, grazie ai ripetuti surplus commerciali garantiti da un export competitivo, il nostro Paese \u00e8 arrivato a detenere a fine 2024 una posizione patrimoniale sull\u2019estero positiva per ben 335 miliardi di euro, pari al 15,3% del PIL. Ecco perch\u00e9, Trump o non Trump, un Made in Italy competitivo potr\u00e0 renderci pi\u00f9 ricchi anche in futuro, pur senza contribuire molto all\u2019aumento del PIL.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>L\u2019invito del Governatore della Banca d\u2019Italia a fare di pi\u00f9<\/em>&nbsp;<\/strong><br>Nelle sue considerazioni finali sul 2024, il Governatore della Banca d\u2019Italia, Fabio Panetta, ha tracciato un quadro dei progressi dell\u2019economia italiana degli ultimi anni e una precisa agenda per rafforzarli. I progressi hanno avuto le loro radici nella capacit\u00e0 dell\u2019Italia di reagire al duplice \u201cschiaffo\u201d della crisi internazionale dei mutui subprime del 2009 e a quella del contagio del debito greco nel 2011-2013. Con la stessa capacit\u00e0 e determinazione l\u2019Italia pu\u00f2 reagire oggi anche allo \u201cschiaffo\u201d della politica protezionistica di Trump: uno schiaffo che, paradossalmente, pu\u00f2 perfino essere uno stimolo a fare meglio.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>In sintesi, il Governatore ha sottolineato che \u201cnegli ultimi cinque anni, nonostante le crisi pandemica ed energetica, il Paese ha mostrato segni di una ritrovata vitalit\u00e0 economica. La crescita ha superato quella dell\u2019area dell\u2019euro. Il PIL \u00e8 aumentato di circa il 6 per cento, trainato da un incremento di quasi il 10 nel settore privato. Oltre che dalle costruzioni, un contributo significativo \u00e8 venuto dai servizi, in espansione sia nei comparti tradizionali sia in quelli avanzati. Gli occupati sono aumentati di un milione di unit\u00e0, raggiungendo il massimo storico di oltre 24 milioni; il tasso di disoccupazione \u00e8 sceso dal 10 al 6 per cento. Il Mezzogiorno ha registrato uno sviluppo leggermente superiore alla media nazionale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Panetta ha sottolineato che \u201cquesti risultati sono stati favoriti da politiche espansive, ma non sarebbero stati possibili senza la ristrutturazione del tessuto produttivo avviata dopo la crisi dei debiti sovrani. Tra il 2013 e il 2023, la produttivit\u00e0 del lavoro nel settore privato \u00e8 aumentata in media dello 0,7 per cento all\u2019anno, mentre la produttivit\u00e0 totale dei fattori \u00e8 cresciuta di oltre l\u20191, segnando un netto miglioramento rispetto al periodo 2000-2013. Nel settore delle imprese, si \u00e8 ampliata in misura significativa la quota di occupati presso realt\u00e0 medio-grandi, e il numero di aziende con almeno 250 addetti \u00e8 aumentato di un terzo. Si \u00e8 diffuso l\u2019utilizzo di tecnologie avanzate, come il cloud computing, la robotica, l\u2019intelligenza artificiale. Nel tempo, la redditivit\u00e0 e la solidit\u00e0 patrimoniale delle imprese sono fortemente migliorate. \u00c8 una reazione del sistema produttivo ai cambiamenti globali che fa ben sperare \u2013 ha osservato il Governatore, ma \u00e8 solo un primo passo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Secondo Panetta, in particolare, \u201cnonostante le difficolt\u00e0 attuali, l\u2019industria italiana non \u00e8 destinata al declino. In tutti i comparti operano aziende dinamiche e competitive, che investono in tecnologia e ricerca e si posizionano in fasce di alta gamma. Queste solide fondamenta rappresentano un vantaggio strategico nella competizione globale, ma vanno rafforzate. Le imprese devono proseguire nel percorso di innovazione e investimento, sostenute da politiche pubbliche che le mettano nelle condizioni di affrontare con successo le trasformazioni in atto\u201d. Quali? Per Panetta \u00e8 urgente intervenire sul costo dell\u2019energia ma soprattutto occorre un\u2019azione pubblica rivolta a sostenere l\u2019innovazione stimolando la ricerca privata e gli investimenti in tecnologia. Ci\u00f2 per innalzare anche salari e produttivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>In conclusione, per Panetta il giudizio sulle prospettive dell\u2019economia italiana, nonostante tutto e nonostante anche Trump, \u00e8 positivo. Un quotidiano italiano ha addirittura definito le Considerazioni finali del Governatore un \u201cmanifesto anti-lagna\u201d. Secondo Panetta, \u201cdopo la scossa delle crisi finanziaria globale e dei debiti sovrani, stiamo vedendo segni di cambiamento: nella manifattura e nei servizi, nel settore finanziario, nel funzionamento delle Amministrazioni pubbliche, nella capacit\u00e0 di ricerca. Sono segni di vitalit\u00e0 che non vanno dispersi. Non sono risultati compiuti, ma rappresentano un avanzamento reale. \u00c8 una base concreta su cui costruire, impegnandosi nelle riforme, combattendo le rendite di posizione, offrendo prospettive ai giovani. Abbiamo \u2013 ha concluso Panetta &#8211; la responsabilit\u00e0 e la possibilit\u00e0 di farlo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine\/2636"}],"collection":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine"}],"about":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cp_magazine"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/el\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2636"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}