Far esplodere il valore aggiunto degli ingredienti: dal B2B al B2Me
Dal 19 al 21 novembre si è tenuta a Francoforte la Food Ingredients Europe 2024, la fiera di riferimento per il settore degli ingredienti alimentari. Per coloro che operano in quest’ambito, questo è il luogo per conoscere innovazioni e tecnologie all’avanguardia, entrare in contatto con i colleghi e restare al passo con le ultime tendenze. Queste ultime ruotano intorno a tre pilastri fondamentali: sostenibilità, personalizzazione e funzionalità applicati al mondo degli ingredienti. Analizziamoli con ordine:
1. Sostenibilità
Per il 2050 ci saranno tra i 9 e gli 11 miliardi di persone da sfamare a fronte di risorse limitate. Ad oggi, gran parte delle terre arabili e delle riserve idriche sono dedicate all’allevamento, rendendo arduo soddisfare una domanda alimentare sempre crescente. Se i cambiamenti delle abitudini sono sempre stati generazionali, ora serve un’accelerazione per modificare i pattern di consumo, senza però snaturare le preferenze dei consumatori.
Le proteine alternative plant-based, ad esempio, hanno subito una battuta d’arresto a fronte della preferenza del consumatore verso una forma più naturale e riconoscibile del prodotto consumato. Perciò, se da un lato l’innovazione tecnologica si presenta come unica soluzione per nutrire la popolazione del domani, dall’altro deve essere in grado di intercettare e rispettare le preferenze dei consumatori, guidandole verso modelli sostenibili. Quando si parla di tecnologia applicata agli ingredienti, questa riguarda sì lo sviluppo di proteine alternative a base vegetale, ma anche la biologia sintetica, la genomica e la cultura cellulare.
Ci sono aziende che hanno iniziato ad utilizzare l’intelligenza artificiale per la creazione di nuovi ingredienti, accorciando sensibilmente i tempi di sviluppo e processando tutte le possibili combinazioni degli elementi (che sono potenzialmente infinite) per scegliere quella con la maggior resa. Altre invece hanno sviluppato proteine tramite la fermentazione microbica utilizzando fonti di energia rinnovabili (Solar Foods) oppure utilizzando microbi in grado di convertire fonti di carbonio (Arbiom).

2. Funzionalità
Quasi la metà dei consumatori pianifica la propria alimentazione basandosi sulle proprie condizioni di salute; inoltre, come risulta da uno studio di McKinsey, la GenZ e i Millennials sono le generazioni più impegnate nella prioritizzazione della propria salute. Questo comporta un’attenzione crescente verso la salute preventiva e l’idea che il cibo possa essere una forma di “medicina”. La funzionalità di un alimento si ricerca per gli impatti positivi che comporta sul benessere fisico ma anche emotivo.
L’attenzione verso la salute del microbioma intestinale è al primo posto come driver che veicola le scelte quando si considera la salute; tuttavia, negli ultimi 3 anni c’è stata una crescita del 10% del lancio di prodotti che alleviano lo stress, dimostrando quindi l’attenzione crescente da parte dei consumatori per il benessere emotivo. Questo approccio ad uno stato di benessere olistico è previsto in crescita, così come la consapevolezza da parte del consumatore sull’inscindibilità del binomio salute e scelte alimentari sane.
3. Personalizzazione
La personalizzazione è un aspetto già presente nella nostra quotidianità: dalla personalizzazione di contenuti offerti dalle piattaforme musicali e di streaming fino alla pubblicità. E perché non dovrebbe riguardare anche l’alimentazione? L’impressione è che il prossimo step dopo il B2C sarà un B2Me, con consumatori sempre più consapevoli che richiederanno alimenti sani e coerenti con il loro stile di vita. Con una genomica che sta compiendo passi da gigante, sarà sempre più comune la pratica di sequenziare il genoma per predire la salute e quindi adottare una dieta personalizzata per prevenire patologie specifiche.
Secondo uno studio di McKinsey, il 20% dei consumatori in UK e USA ricercano prodotti/ servizi che utilizzino dati biometrici. La personalizzazione non riguarda solo il prodotto finito, ma anche gli ingredienti: i consumatori ne vogliono conoscere l’origine, ricercano trasparenza, tracciabilità e una lista di ingredienti comprensibile ed essenziale (“clean label”).