{"id":732,"date":"2024-08-13T08:00:00","date_gmt":"2024-08-13T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/?post_type=cp_magazine&#038;p=732"},"modified":"2026-04-22T13:12:10","modified_gmt":"2026-04-22T13:12:10","slug":"generare-valore-con-la-sostenibilita","status":"publish","type":"cp_magazine","link":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/magazine\/generare-valore-con-la-sostenibilita\/","title":{"rendered":"Generare valore con la sostenibilit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Le politiche green non sono una tassa da pagare, ma al contrario un investimento che genera profitto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Articolo pubblicato su:&nbsp;MIT Sloan Management Review Italia, Anno 3, Numero 1, Gennaio\/Febbraio 2024<\/p>\n\n\n\n<p>Sono sempre di pi\u00f9 le compagnie che riportano i propri risultati in termini non solo finanziari, ma anche di sostenibilit\u00e0. I mercati se lo aspettano e gli analisti ci guardano. Quasi tutte le organizzazioni internazionali, poi, da quelle non governative alle agenzie delle Nazioni Unite, misurano il proprio impatto con gli indicatori dell&#8217;Agenda 2030,\u00a0il principale sistema di documentazione dei nostri progressi collettivi su questi temi.<\/p>\n\n\n\n<p><br>In alcuni ambiti, per\u00f2, continua a esserci resistenza nel considerare la sostenibilit\u00e0 come una questione fondamentalmente strategica. Alcuni credono che si tratti semplicemente di comunicazione o\u00a0<em>compliance<\/em>, obiettivi ortogonali a quelli di profitto aziendale. Altri temono che il loro perseguimento sia addirittura controproducente, un costo aggiuntivo con benefici sociali difficilmente monetizzabili. Tutto ci\u00f2 rivela un\u2019incomprensione di fondo.<\/p>\n\n\n\n<p><br>La crescita economica alla quale contribuisce tutto il mondo produttivo moderno \u00e8 un fenomeno del XX secolo. La Seconda Rivoluzione industriale, l\u2019emancipazione di massa e l\u2019esplosione demografica hanno fatto del miglioramento diffuso delle condizioni materiali un obiettivo politico universale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/13-08_2_low.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-739\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/13-08_2_low.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/13-08_2_low-300x200.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/13-08_2_low-768x512.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/13-08_2_low-600x400.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Tuttavia, ci \u00e8 voluto tempo affinch\u00e9 la crescita diventasse anche un tema di politica economica. La fine della Seconda Guerra mondiale e la nascita di dozzine di Paesi\u00a0<em>ex<\/em>\u00a0coloniali, indipendenti e desiderosi di arricchirsi, fece della crescita di lungo periodo un obiettivo economico universale. E gli economisti si posero il problema di come incoraggiarla.<br>La crescita arriv\u00f2: basti pensare alla trasformazione della Corea del Sud durante l\u2019era di Park Chung-hee o il miracolo economico italiano.<br>Ci\u00f2 che, per\u00f2, divenne subito evidente \u00e8 che questa crescita produceva danni collaterali. Le risorse naturali dalle quali l\u2019economia estraeva valore sostenevano un costo non contabilizzato, un\u2019esternalit\u00e0, che rischiava di minare alle fondamenta la crescita sociale. Che fare? Erano gli Anni 70. La crisi petrolifera e le carestie a essa collegate (anche se dovute a fenomeni contingenti) diedero forma plastica a queste preoccupazioni. Una risposta la diede il Club di Roma, fondato dall\u2019industrialista Aurelio Peccei, che spos\u00f2 il neo-malthusianesimo: l\u2019evidente limitatezza della Terra non poteva che restringere le nostre aspirazioni di crescita.<br>Negli Anni 80, si cerc\u00f2 una sintesi tra le preoccupazioni ambientali e le aspirazioni di sviluppo. Il risultato fu il rapporto\u00a0<em>Il futuro di tutti noi<\/em>\u00a0del 1987, prodotto dalla Commissione Brundtland delle Nazioni unite. Brundtland defin\u00ec lo \u2018sviluppo sostenibile\u2019 come quello che risponde ai bisogni del presente, senza compromettere la capacit\u00e0 di future generazioni di soddisfare i propri bisogni.<br>Da questa spinta nacque, nel 1992, il primo summit sulla Terra delle Nazioni unite, dove furono siglati gli accordi quadro sul clima, sulla biodiversit\u00e0 e sulla desertificazione che, oggi, sono l\u2019architettura internazionale sulla quale si costruiscono iniziative di politica industriale improntate alla sostenibilit\u00e0, come Next generation Eu e, da ultimo, il Pnrr.<br>Nel 1995, l\u2019economista Kenneth Arrow formalizz\u00f2 l\u2019ipotesi che ci fosse una relazione a forma di \u2018U invertita\u2019, tra danni ambientali e reddito pro-capite. L\u2019idea era che i Paesi partissero poveri e con un basso impatto ambientale, attraversando poi un periodo di crescita economica che danneggiava l\u2019ambiente.<br>Recuperare l\u2019ambiente, per\u00f2, non richiedeva un ritorno alla povert\u00e0 perch\u00e9, oltre un certo livello, l\u2019aumento di ricchezza portava con s\u00e9 un\u2019attenzione per le condizioni materiali e gli strumenti per migliorarle, riducendo l\u2019impatto ambientale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"737\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/13-08_low.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-737\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/13-08_low.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/13-08_low-300x200.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/13-08_low-768x512.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/13-08_low-600x400.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La discussione accademica su queste curve continua. La ragione profonda per la quale i mercati fanno attenzione alla sostenibilit\u00e0 \u00e8 il sempre pi\u00f9 radicato convincimento che la crescita economica \u00e8, s\u00ec, causa di problemi ambientali, ma pu\u00f2 anche esserne la principale soluzione, a patto che sia indirizzata in modo corretto.<br>Per esempio, \u00e8 evidente che la soluzione al problema del cambiamento climatico sia l\u2019elettrificazione dell\u2019economia e lo sviluppo di tecnologie alternative di produzione, stoccaggio e trasporto dell\u2019energia, dalle rinnovabili alle batterie e all\u2019idrogeno. Parlare di queste trasformazioni industriali ispirate alla sostenibilit\u00e0 come di un costo sull\u2019economia reale, come a volte si fa, significa non averne compreso la forza propulsiva. Sarebbe come considerare l\u2019introduzione del modello T della Ford nel 1908 come un inutile costo, perch\u00e9 rischia di ridurre le vendite di cavalli e calessi.<br>La sostenibilit\u00e0 non \u00e8 altro che una particolare modalit\u00e0 di creazione di valore, adeguata ai bisogni dominanti della contemporaneit\u00e0. Con tutta probabilit\u00e0, essa sta al XXI secolo come la seconda rivoluzione industriale stava al XX. Capirne le implicazioni non \u00e8 un problema di\u00a0<em>compliance<\/em>, ma una delle sfide strategiche pi\u00f9 importanti del nostro tempo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/online.flippingbook.com\/view\/766510990\/\">Link<\/a><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Di Giulio Boccaletti, Direttore Scientifico del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e Docente di Strategia e Sostenibilit\u00e0 all\u2019Universit\u00e0 di Oxford<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":true},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine\/732"}],"collection":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine"}],"about":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cp_magazine"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=732"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}