{"id":486,"date":"2024-07-02T14:54:23","date_gmt":"2024-07-02T14:54:23","guid":{"rendered":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/?post_type=cp_magazine&#038;p=486"},"modified":"2026-04-14T15:45:10","modified_gmt":"2026-04-14T15:45:10","slug":"agroindustria-perche-il-falso-made-in-italy-e-unopportunita","status":"publish","type":"cp_magazine","link":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/magazine\/agroindustria-perche-il-falso-made-in-italy-e-unopportunita\/","title":{"rendered":"Agroindustria, perch\u00e9 il falso made in Italy \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0*"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Luigi Consiglio (AD Eccellenze d&#8217;Impresa): occorre agire in modo strategico sul mercato, puntando sulla qualit\u00e0 dei prodotti e piani di internazionalizzazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Di Luigi Consiglio &#8211; Amministratore Delegato di Eccellenze d&#8217;Impresa<\/strong><br><strong>*Commento pubblicato sul sito de Il Sole 24 Ore in data 25 giugno 2024<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Periodicamente vengono prodotte ricerche sui danni che le imitazioni dei prodotti italiani generano alla nostra industria agro-alimentare. &nbsp;L\u2019ultima, in ordine di tempo, \u00e8 una ricerca presentata da The European House Ambrosetti che descrive le perdite subite dalle nostre imprese dalla vendita di prodotti esteri che richiamano nel nome, o nella comunicazione del brand, un\u2019origine italiana. A queste seguono regolarmente dibattiti sui motivi di queste \u201caggressioni\u201d al made in Italy e conseguenti invocazioni di maggior tutela dei prodotti di produzione italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo senza per\u00f2 andare al fondo del problema e quindi cercare di capire razionalmente come si potrebbe contrastare questi fenomeni con logiche di mercato, per loro natura molto pi\u00f9 efficaci degli interventi meramente regolatori.<br>Vorrei far riflettere il mondo agroindustriale italiano su quanto questo tema \u2013 se non correttamente affrontato \u2013 possa scivolare in letture inutili a generare vero valore per l\u2019agricoltura e la nostra industria alimentare.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Pi\u00f9 qualit\u00e0 e piani di internazionalizzazione, meno interventi regolatori<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ritengo infatti che le aziende italiane \u2013 anzich\u00e9 puntare a ottenere vantaggi da interventi regolatori \u2013 debbano agire in modo strategico sul mercato, puntando sulla qualit\u00e0 dei prodotti e su efficaci piani di internazionalizzazione.<br>Parto da una prima considerazione: a ben guardare, il successo di un prodotto all\u2019estero non \u00e8 dato da un pi\u00f9 o meno esplicito accostamento a una manifattura italiana, ma \u00e8 dato dalla qualit\u00e0 del prodotto. Cito il caso degli Stati Uniti, di gran lunga il mercato dove l\u2019export italiano ha il pi\u00f9 elevato valore aggiunto: molte aziende italiane gi\u00e0 producono sul territorio americano. Questo fa s\u00ec che la legge americana non consenta pi\u00f9 alle aziende di parlare di prodotti Made in Europe\/Italy. Come nel caso della Lindt, che \u00e8 stata costretta a eliminare la dicitura dal proprio marchio \u201cprodotto in Svizzera dal 1845\u201d poich\u00e9 la societ\u00e0 ha uno stabilimento produttivo in America. O di Barilla \u2013 anch\u2019essa con uno stabilimento produttivo in USA \u2013 &nbsp;che da quest\u2019anno, in via preventiva, ha eliminato la dicitura \u201cNumero 1 in Italia\u201d per non incorrere in possibili contestazioni.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>I rischi di class action negli Stati Uniti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I tribunali americani proibiscono, infatti, ogni riferimento a origini non coerenti con il luogo reale di produzione. E il timore di eventuali class action impone alle aziende serie di non confondere i consumatori americani. Altri grandi produttori italiani come Fratelli Beretta, Citterio USA, o filiali di multinazionali come Galbani e Ferrero, non citano in nessuna parte delle loro confezioni riferimenti all\u2019Italia. Perch\u00e9 sarebbe fuorviante per il consumatore americano e perch\u00e9 sarebbero passibili di class action. Ma il successo di questi marchi negli USA dimostra che il punto importante \u00e8 offrire ai consumatori americani una qualit\u00e0 dovuta a processi produttivi, alle tecniche di lavorazione e a materie prime uniche. Che per venire riconosciuta ed apprezzata non ha bisogno di fingersi made in Italy.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/mcusercontent.com\/be7a04a57f54bb347fca1de5e\/images\/288e1c60-7035-b4c1-70a0-553c0a167ccb.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>CREDITS: italianfood.net<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il dibattito sul made in Italy da difendere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi il bisogno di fare chiarezza su quali siano i prodotti italiani da difendere, per non ingenerare confusioni inutili e distogliere l\u2019attenzione dalla vera posta in gioco che \u00e8 la difesa delle unicit\u00e0 agricole e industriali degli italiani.<br>L\u2019elenco dei prodotti \u201ccopiati\u201d, descritto per esempio nell\u2019ultima ricerca citata, vede al primo posto il rag\u00f9, preparazione di cucina di origine francese, seguito dal pesto che \u00e8 una salsa ricettata a base di basilico. Entrambe fresche e con pochi giorni di vita utile prima della scadenza. In questi casi \u00e8 persino difficile capire cosa significhi la difesa della italianit\u00e0. Sarebbe come dire che chi in Italia prepari un guacamole potrebbe essere accusato di&nbsp;<em>mexican sounding<\/em>? Dovremmo importare il guacamole dal Messico e basta? E l\u2019hummus? E il kebab? L\u2019argomento serio della difesa delle unicit\u00e0 non pu\u00f2 mescolarsi a teorie bizzarre come la difesa della pizza o della carbonara.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Che cosa succede lungo la filiera distributiva<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dove il tema diventa pi\u00f9 ambiguo \u00e8 su denominazioni come&nbsp;<em>parmesan<\/em>. Qui occorre notare che il Parmigiano Reggiano, cos\u00ec come il Grana Padano ed il pecorino romano, viene venduto in America, e in diversi altri paesi, attraverso quote concesse ad alcuni importatori. In questo modo arriva a superare i 16 dollari alla libbra per raggiungere anche i 20 dollari in alcuni momenti. Sarebbe quindi opportuno studiare l\u2019antitrust americano e capire se non si possa intervenire su quegli attori che lungo la filiera distributiva moltiplicano i propri guadagni con rendite di posizione prive di valore, riducendo la vendibilit\u00e0 dei prodotti e quindi i volumi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Italian sounding addio, benvenuto made by Italian<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Potrebbe anche accadere che qualche produttore caseario di Parma, di Mantova o di Cremona decida di andare a installare una produzione in Wisconsin, dove il latte \u00e8 magnifico, e produrre un grana stagionato nel modo giusto per uscire sul mercato con un prodotto manufatto all\u2019italiana ma che costi intorno ai 10 dollari alla libbra. Spostare la&nbsp;<em>competenza e la capacit\u00e0 di fare degli italiani<\/em>&nbsp;pi\u00f9 vicino ai luoghi di consumo \u00e8 una opportunit\u00e0 poderosa che soltanto il sistema Italia ha. L\u2019obbiettivo strategico sarebbe quello di sostituire l\u2019<em>Italian sounding<\/em>&nbsp;con un&nbsp;<em>made by Italian<\/em>, con la qualit\u00e0 e la sicurezza alimentare che solo gli italiani hanno nel mondo.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine\/486"}],"collection":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine"}],"about":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cp_magazine"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=486"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}