{"id":406,"date":"2024-06-17T10:03:47","date_gmt":"2024-06-17T10:03:47","guid":{"rendered":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/?post_type=cp_magazine&#038;p=406"},"modified":"2026-04-22T12:20:23","modified_gmt":"2026-04-22T12:20:23","slug":"inclusione-scelta-vincente-a-dirlo-sono-le-aziende","status":"publish","type":"cp_magazine","link":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/magazine\/inclusione-scelta-vincente-a-dirlo-sono-le-aziende\/","title":{"rendered":"Inclusione, scelta vincente. A dirlo sono le aziende"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L&#8217;inclusione parte dalla capacit\u00e0 di ascolto e da una scelta<\/strong><br><br><strong>Inclusivit\u00e0 Competitiva &#8211; Capitolo Secondo traccia la roadmap per realizzare un&#8217;inclusione reale e virtuosa in azienda<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La diversit\u00e0 \u00e8 un fatto, l&#8217;inclusione una scelta. Scelta che alle aziende conviene: aumenta reddittivit\u00e0 e internazionalizzazione ed \u00e8 centrale per sviluppare un prodotto di successo e per ancorare l&#8217;azienda al territorio. Rappresenta il concetto portante dell\u2019evento Inclusivit\u00e0 Competitiva, che si \u00e8 tenuto in Borsa Italiana lo scorso 5 giugno, organizzato da Eccellenze d\u2019impresa e MIT Slooan Management Review Italia.<br><br>\u00abLa capacit\u00e0 di includere le diversit\u00e0 nel pensiero strategico \u00e8 un vantaggio competitivo: le aziende inclusive guadagnano il 23 per cento in pi\u00f9\u00bb spiega il presidente di Edi Luigi Consiglio. Intanto, in Italia il tasso di occupazione femminile \u00e8 al 51 per cento, tanto che il nostro paese \u00e8 al settantanovesimo posto su 146 paesi per la parit\u00e0 di genere. Tornando all&#8217;assunto iniziale quindi, chi deve compiere questa scelta? \u00abLa devono prendere tutti: il governo, le imprese, le famiglie e gli individui. Non siamo in una situazione in cui possiamo far finta di niente\u00bb, chiosa Paola Profeta, prorettrice e professoressa di scienze delle finanze dell&#8217;Universit\u00e0 Bocconi, che spiega come in azienda la promozione della cultura inclusiva debba partire dal vertice: \u00abLa leadership inclusiva \u00e8 un modello di riferimento che poi ricade verso il basso e che ha un valore impattante nel trattenere i talenti\u00bb.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/mcusercontent.com\/be7a04a57f54bb347fca1de5e\/_compresseds\/4b6b5646-6564-d8a1-1348-9bedb860d7cf.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Talenti femminili che spesso non hanno le stesse opportunit\u00e0 dei colleghi uomini, anche perch\u00e9, spiega Floriana Notarangelo, chief diversity e inclusion di Barilla \u00abil carico di cura domestico pesa ancora sulle spalle delle donne. Bisogna puntare su smartworking e congedi parentali, aldil\u00e0 dello stato civile o del genere. Se miglioriamo la parit\u00e0 a casa, questa si applica anche al lavoro\u00bb.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/mcusercontent.com\/be7a04a57f54bb347fca1de5e\/images\/531056aa-32b5-dafb-55cb-c0598e202eb9.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Francesca Vecchioni, presidente della Fondazione Diversity, racconta come realizzare la parit\u00e0 sia un lavoro che richiede la rimozione di barriere culturali profonde: \u00abSono le persone che con bias interiorizzati creano dinamiche di mercato che tendono a costruire meccanismi poco inclusivi, remando contro a un meccanismo ormai chiaro: la diversit\u00e0 produce benessere\u00bb. Ma come si pu\u00f2 rompere questo meccanismo? \u00abCi sono almeno due livelli, uno che va verso l&#8217;esterno e riguarda il come le aziende parlano a clienti e stakeholder, e uno interno, che riguarda come queste parlano ai loro dipendenti\u00bb. Insomma, per rompere i soffitti di cristallo, bisogna partire dalle porte di ingresso: \u00abIl primo step \u00e8 rendere l&#8217;azienda accessibile a tutti. Il secondo, \u00e8 parlare nel modo opportuno al mercato\u00bb, conclude Vecchioni.<br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/mcusercontent.com\/be7a04a57f54bb347fca1de5e\/images\/a8fa0418-4156-d12b-46a6-6f816daa23f8.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Di certo, il progetto Quid ideato dall&#8217;imprenditrice Anna Fiscale, \u00e8 un esempio per capire cosa accade quando la diversit\u00e0 non \u00e8 punto di arrivo, ma di partenza. Un&#8217;impresa sociale nella quale lavorano 160 persone dai 18 ai 65 anni provenienti da 20 nazionalit\u00e0 diverse. L&#8217;80 per cento sono donne e il 70 per cento provengono da vissuti di fragilit\u00e0. \u00abLa diversit\u00e0 per noi \u00e8 una risorsa\u00bb, racconta Fiscale.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":false},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine\/406"}],"collection":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine"}],"about":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cp_magazine"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=406"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}