{"id":2989,"date":"2025-08-26T13:10:44","date_gmt":"2025-08-26T13:10:44","guid":{"rendered":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/?post_type=cp_magazine&#038;p=2989"},"modified":"2026-04-21T10:50:36","modified_gmt":"2026-04-21T10:50:36","slug":"italia-quarta-potenza-mondiale-nellexport-non-automobilistico","status":"publish","type":"cp_magazine","link":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/magazine\/italia-quarta-potenza-mondiale-nellexport-non-automobilistico\/","title":{"rendered":"Italia quarta potenza mondiale nell\u2019export non automobilistico"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La forza del commercio estero italiano si fonda sui prodotti \u201cmedi\u201d e \u201cmedio-grandi\u201d della classe da 500 milioni a 5 miliardi di export<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Nonostante il rallentamento del 2023-2024, dovuto alla crisi tedesca e degli scambi intra-europei, negli ultimi dieci anni l\u2019export italiano \u00e8 stato protagonista di una evoluzione rimarchevole. Infatti, nel 2015 l\u2019Italia era soltanto l\u2019ottavo esportatore mondiale di merci; nel 2024, come si vede dalla tabella 1, si \u00e8 invece collocata al sesto posto, superando nel frattempo Regno Unito e Francia. Da questa classifica, va precisato, sono esclusi i Paesi Bassi e Hong Kong, che sulla carta ci precedono, ma i cui valori di export sono gonfiati in modo abnorme dai transiti e sono pertanto assolutamente non significativi.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" data-id=\"3022\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Tavola-disegno-11-copia-2-100-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3022\"\/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Non solo. Nel primo semestre del 2025, secondo prime stime, le esportazioni italiane dovrebbero aver superato anche quelle della Corea del Sud, come era gi\u00e0 accaduto temporaneamente sui dodici mesi dell\u2019anno 2023, sicch\u00e9 l\u2019Italia sarebbe in questo momento al quinto posto tra gli esportatori. I valori dei due Paesi sono molto vicini, per cui sono possibili continui cambiamenti. Ma \u00e8 un dato di fatto che stiamo assistendo ad un serrato testa a testa tra Italia e Repubblica di Corea per la quinta piazza nella classifica dei maggiori esportatori mondiali. Cosa impensabile una decina di anni fa.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>I numeri parlano da soli. Nel 2015, l\u2019Italia esportava 9,3 miliardi di dollari di meno del Regno Unito e 38,8 miliardi di meno della Francia. Nel 2024 il nostro Paese ha esportato 47,9 miliardi di pi\u00f9 della Francia e 162 miliardi di pi\u00f9 del Regno Unito. Sempre nel 2015, l\u2019Italia esportava 69,9 miliardi di dollari di meno della Corea del Sud e 168 miliardi di meno del Giappone. Oggi la distanza con la Corea, come detto, si \u00e8 praticamente azzerata e quella con il Giappone si \u00e8 ridotta considerevolmente.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>In questo articolo cercheremo di comprendere le ragioni di questo <em>exploit<\/em> del Made in Italy, ogni giorno sempre pi\u00f9 protagonista sui mercati mondiali.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>L\u2019Italia batte il Giappone nell\u2019export esclusi i veicoli<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Nel 2024 soltanto 33 miliardi di dollari hanno separato l\u2019export del Giappone (708 miliardi) da quello dell\u2019Italia (675), dopo che nel primo semestre dell\u2019anno scorso per la prima volta nella storia contemporanea le esportazioni del nostro Paese avevano addirittura sopravanzato temporaneamente non solo quelle della Corea del Sud ma anche quelle del Paese del Sol Levante.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Tuttavia, escludendo i veicoli, nel 92% dei restanti scambi mondiali in valore, l\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 da due anni nettamente il quarto esportatore mondiale di beni, con 628 miliardi di dollari nel 2024, davanti ai soli 557 miliardi del Giappone. Ci\u00f2 significa che l\u2019export dell\u2019Italia, escluso l\u2019<em>automotive<\/em>,\u00e8 molto pi\u00f9 ampio e diversificato di quello nipponico. Per inciso, l\u2019export di veicoli del Giappone nello stesso anno \u00e8 stato di 151 miliardi di dollari, contro i nostri 47 miliardi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Come abbiamo gi\u00e0 avuto modo di sottolineare in altre precedenti occasioni, il fatto che nel 2015, cio\u00e8 appena nove anni fa, l\u2019Italia fosse solo settima al mondo nelle esportazioni di tutti i beni esclusi i veicoli, ed ora sia salita al quarto posto distanziando non solo il Giappone ma anche Corea del Sud, Francia, Russia e Regno Unito, \u00e8 un fatto di portata storica, che evidenzia la nostra crescita in termini di competitivit\u00e0 ma anche la straordinaria diversificazione del portafoglio di prodotti esportati dal nostro Paese. Qualcuno forse potr\u00e0 stupirsi che l\u2019Italia, escludendo i veicoli, sia arrivata a battere nell\u2019export un gigante industriale come il Giappone. Ma \u00e8 proprio cos\u00ec ed \u00e8 interessante capire su quale struttura merceologica delle esportazioni si sia basato questo sorpasso.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>A tal fine abbiamo considerato le 97 categorie di prodotti della classificazione HS a due cifre degli scambi mondiali e abbiamo posto a confronto le esportazioni di Italia e Giappone del 2024 per classi di valore dei beni esportati, esclusa la categoria dei veicoli. Come appare dalla tabella 2, nelle restanti 96 categorie di beni l\u2019export del Giappone \u00e8 pi\u00f9 concentrato di quello italiano in settori di grandi dimensioni. Il Paese del Sol Levante, infatti, oltre all\u2019<em>automotive<\/em> (qui non considerato), vanta 2 prodotti ciascuno con esportazioni superiori ai 100 miliardi di dollari (meccanica non elettronica e apparecchi elettrici ed elettrodomestici), mentre l\u2019Italia ne ha uno solo (meccanica non elettronica). Entrambi i Paesi hanno poi una sola categoria di prodotti con un export compreso tra i 50 e i 100 miliardi di dollari (nel caso dell\u2019Italia sono i prodotti farmaceutici) e quattro prodotti con esportazioni comprese tra i 20 e i 50 miliardi di dollari. Le esportazioni cumulate di queste prime tre classi di beni vedono il Giappone precedere di gran lunga l\u2019Italia, con 397 miliardi contro i nostri 289 miliardi. Ma da qui in poi le cose cambiano drasticamente e matura il sorpasso del nostro Paese su Tokyo, grazie al gran numero di beni diversificati dell\u2019Italia aventi un export compreso tra i 5 e i 20 miliardi di dollari: si tratta di ben 24 prodotti, per un valore di 249 miliardi di dollari, contro i soli 10 prodotti corrispondenti del Giappone, per un valore di appena 100 miliardi. In aggiunta, l\u2019Italia vanta altri 34 prodotti con un export compreso tra 1 miliardo e 5 miliardi di dollari, per un valore di 78 miliardi, contro i soli 20 prodotti del Giappone, per un valore di 44 miliardi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Tavola-disegno-11-copia-100.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2990\"\/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Allargando il confronto con altri Paesi, \u00e8 interessante notare che, sempre in base alla classificazione HS a due cifre e ai dati del 2024, l\u2019Italia, con i suoi citati 249 miliardi di dollari, \u00e8 addirittura il terzo esportatore mondiale di prodotti della classe di valore da 5 a 20 miliardi di dollari, appena dietro la Germania (288 miliardi) e gli Stati Uniti (282 miliardi). Il nostro Paese precede la stessa Cina (233 miliardi) e distanzia notevolmente la Francia (168 miliardi) e, oltre al Giappone di cui si \u00e8 gi\u00e0 detto, anche la Corea del Sud (85 miliardi). \u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>In definitiva, \u00e8 la rivincita del modello del Made in Italy, lungamente sottovalutato da parte di un certo nostro <em>mainstream,\u00a0<\/em> se non addirittura giudicato incapace di competere sulla base di infondati luoghi comuni: un Made in Italy che basa la sua forza non su mega settori e\/o mega gruppi industriali (come \u00e8 il caso del Giappone ma anche di altre economie come Germania e Corea del Sud), bens\u00ec su un notevole arco di beni appartenenti ai comparti pi\u00f9 diversi, esportati da qualche importante grande gruppo (tipo Luxottica, Ferrero, Leonardo o Fincantieri) ma soprattutto da un nutrito esercito di imprese medio-grandi e medie, dinamiche e flessibili. Ci\u00f2 ci permette di primeggiare in numerose categorie di beni, dalla meccanica alla farmaceutica, dalle navi da crociera agli yacht, dai prodotti alimentari ai vini, dalla cosmetica ai prodotti in metallo, dagli articoli in materie plastiche all\u2019abbigliamento, dalle calzature alle borse, dai mobili alle piastrelle ceramiche. Sar\u00e0 probabilmente questa stessa diversificazione, unica al mondo, che potr\u00e0 aiutare l\u2019Italia a minimizzare i danni e a navigare senza smarrire la rotta nelle turbolenti mareggiate dei dazi di Donald Trump.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>Il peso dei prodotti \u201cmedi\u201d e \u201cmedio-grandi\u201d nell\u2019export italiano<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Svolgeremo ora un approfondimento pi\u00f9 analitico e dettagliato della struttura merceologica dell\u2019export italiano, che confronteremo con quella dei due Paesi che l\u2019Italia ha superato negli ultimi dieci anni in termini di esportazioni (Regno Unito e Francia) e con quella delle due grandi economie asiatiche rispetto alle quali il Made in Italy negli ultimi tempi ha fortemente ridotto le distanze (Corea del Sud e Giappone). In questo caso considereremo l\u2019export totale, inclusi i veicoli, facendo sempre riferimento ai dati del 2024 ma utilizzando la classificazione HS a quattro cifre che \u00e8 pi\u00f9 dettagliata in termini di tipi e numero di prodotti. Infatti, i prodotti HS4 sono complessivamente 1.258. Li abbiamo raggruppati, per ciascuno dei Paesi analizzati, in quattro classi:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<ul>\n<li>Grandi prodotti, con un export singolarmente superiore ai 5 miliardi di dollari;<\/li>\n\n\n\n<li>Prodotti medio-grandi, con un export singolarmente compreso tra 500 milioni e 4,99 miliardi di dollari;<\/li>\n\n\n\n<li>Prodotti medi, con un export singolarmente compreso tra 100 milioni e 499 milioni di dollari;<\/li>\n\n\n\n<li>Piccoli prodotti, con un export singolarmente inferiore ai 100 milioni di dollari.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Nel caso della Corea del Sud, purtroppo, non \u00e8 stato possibile distinguere nel dettaglio i prodotti medio-grandi, medi e piccoli che sono stati considerati come un unico aggregato.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La figura 1 mette a confronto la struttura merceologica dell\u2019export di Regno Unito, Francia, Italia, Corea del Sud e Giappone. Appare subito evidente che gli export della Repubblica di Corea e Giappone, ma anche quello del Regno Unito, sono fortemente concentrati sui grandi prodotti, mentre l\u2019Italia \u00e8 l\u2019economia con il valore pi\u00f9 basso dell\u2019export relativo a tale classe, superata anche, sia pure di poco, dalla Francia.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2126\" height=\"1498\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Tavola-disegno-11-copia-3-100-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3026\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Tavola-disegno-11-copia-3-100-1.jpg 2126w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Tavola-disegno-11-copia-3-100-1-300x211.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Tavola-disegno-11-copia-3-100-1-1024x722.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Tavola-disegno-11-copia-3-100-1-768x541.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Tavola-disegno-11-copia-3-100-1-1536x1082.jpg 1536w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Tavola-disegno-11-copia-3-100-1-2048x1443.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 2126px) 100vw, 2126px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Tuttavia, grazie all\u2019apporto del forte export della classe successiva dei prodotti medio-grandi, del valore di ben 336 miliardi di dollari, il pi\u00f9 alto tra i cinque Paesi analizzati, l\u2019Italia sopravanza con un balzo Regno Unito e Francia e avvicina considerevolmente Corea del Sud e Giappone nelle esportazioni cumulate. Da notare che il valore dell\u2019export italiano di prodotti medio-grandi \u00e8 singolarmente pi\u00f9 alto perfino di quello aggregato dei prodotti medio-grandi, medi e piccoli della Repubblica di Corea ed \u00e8 di oltre cento miliardi di dollari superiore a quello dei prodotti medio-grandi esportati dal Giappone. L\u2019Italia, poi, pu\u00f2 vantare anche un significativo export di prodotti medi, pari a 76 miliardi di dollari, con cui avvicina ulteriormente i valori complessivi di export di Corea del Sud e Giappone.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Osserviamo altres\u00ec che tra i grandi prodotti esportati dall\u2019Italia figurano comunque molti prodotti caratteristici del Made in Italy, non grandissimi (cio\u00e8 con singoli export raramente superiori ai 10 miliardi di dollari o superiori di poco), che si avvicinano pi\u00f9 ai prodotti medio-grandi che non ai grandissimi prodotti esportati da Giappone e Corea del Sud, come autoveicoli, telefonia, elettronica. Ad esempio, tra i grandi prodotti esportati dall\u2019Italia figurano: borse in pelle, rubinetteria e valvolame, vini e spumanti, calzature in pelle, farmaci, mobili, macchine per imballaggio, formaggi. Mentre tra i prodotti medio-grandi dell\u2019export del Made in Italy, con export compreso tra 500 milioni e 4,99 miliardi di dollari, troviamo: piastrelle ceramiche, pasta, prodotti da forno, yacht, capi di abbigliamento femminile e maschile, occhiali, derivati del pomodoro, prodotti a base di cioccolato, cosmetici e profumi, macchine utensili, navi da crociera, ecc. \u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Questi confronti internazionali ribaltano completamente lo stereotipo di un\u2019Italia schiacciata su prodotti troppo piccoli ed esportati da imprese troppo piccole. Una immagine che \u00e8 stata alimentata per anni da un certo nostro <em>mainstream<\/em> sempre incline a magnificare i modelli di altri Paesi e a rappresentare l\u2019economia italiana come un soggetto inesorabilmente sovrastato dai grandi competitor, incapace di cogliere le opportunit\u00e0 offerte dall\u2019allargamento e dalla crescita del mercato globale. I dati, infatti, mostrano che, al contrario, l\u2019Italia primeggia in un notevole numero di prodotti medio-grandi (sono complessivamente 225) e medi (310), che contribuiscono a rendere il Made in Italy pi\u00f9 diversificato e specializzato dei concorrenti, mentre il valore dell\u2019export italiano dei restanti prodotti piccoli (che sono in totale 710) \u00e8 tutto sommato marginale ed ininfluente nella comparazione con gli altri esportatori di taglia simile alla nostra.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>In conclusione, dietro i giganti mondiali dell\u2019export (Cina, Stati Uniti e Germania), l\u2019export italiano sta guadagnando posizioni anno dopo anno ed \u00e8 ormai sostanzialmente sullo stesso piano di Corea del Sud e Giappone. Ci\u00f2 in virt\u00f9 di una crescente capacit\u00e0 competitiva nei prodotti medio-grandi e grandi, che rappresentano oltre l\u201985% del nostro export.<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":true},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine\/2989"}],"collection":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine"}],"about":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cp_magazine"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2989"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}