{"id":2227,"date":"2025-03-10T09:54:25","date_gmt":"2025-03-10T09:54:25","guid":{"rendered":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/?post_type=cp_magazine&#038;p=2227"},"modified":"2026-04-22T23:48:58","modified_gmt":"2026-04-22T23:48:58","slug":"record-dellexport-agro-alimentare-nel-2024sfiorati-i-70-miliardi","status":"publish","type":"cp_magazine","link":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/magazine\/record-dellexport-agro-alimentare-nel-2024sfiorati-i-70-miliardi\/","title":{"rendered":"Record dell&#8217;export agro-alimentare nel 2024,sfiorati i 70 miliardi"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L\u2019alimentare punta di diamante della diversificazione del Made in Italy, lo scudo che compensa il crollo del mercato tedesco e di settori come l\u2019auto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:40px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Nonostante il crollo delle nostre vendite in Germania, primo mercato del made in Italy, l\u2019export italiano nel 2024 ha tenuto, chiudendo l\u2019anno con una perdita limitata ad un modesto -0,5%. Fatto importante perch\u00e9 lo scorso anno non \u00e8 franato soltanto il nostro export sul mercato tedesco (-5% rispetto al 2023), ma anche quello verso molti Paesi \u201csatelliti\u201d della Germania, economia travolta da una crisi ormai ultra-quinquennale. Tra tali Paesi, segnaliamo l\u2019Austria (-11,8%), la Cechia (-2,4%) e la Slovacchia (in quest\u2019ultimo caso -6,8% nei primi undici mesi del 2024, manca ancora il dato di dicembre). La recessione tedesca ha coinvolto di riflesso anche la Francia, nostro terzo mercato, per cui l\u2019export italiano lo scorso anno \u00e8 diminuito pure oltralpe (-2%). Inoltre, anche l\u2019export verso gli Stati Uniti, nostro secondo mercato, ha perso colpi (-3,6%).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Ma, allora, come ha fatto il Made in Italy a resistere nel 2024, visto il calo dell\u2019export verso i suoi primi tre mercati? La risposta \u00e8 molto semplice: grazie alla sua straordinaria diversificazione in termini di prodotti e mercati.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>L\u2019eccezionale diversificazione di prodotto dell\u2019export italiano: alimentari e farmaceutica compensano i cali di auto e moda nel 2024<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia riesce a diversificare in un modo unico al mondo il proprio rischio sullo scacchiere del commercio mondiale innanzitutto grazie ad una notevole differenziazione di prodotti, cio\u00e8 esportando ormai praticamente quasi di tutto, tranne i soli PC e telefoni cellulari. Non a caso il nostro Paese pu\u00f2 vantare, all\u2019opposto, il pi\u00f9 basso indice di concentrazione dei prodotti esportati a livello mondiale, secondo l\u2019UNCTAD (vedi figura 1). Tra i Paesi del G-20 l\u2019indice UNCTAD di concentrazione dell\u2019export cresce man mano che da economie molto diversificate come l\u2019Italia si procede verso Paesi, come il Giappone o la Corea, caratterizzati da un predominio di alcuni grandi settori esportatori come l\u2019auto o l\u2019elettronica, oppure se si considerano Paesi come il Brasile, l\u2019Argentina, la Russia, l\u2019Australia o l\u2019Arabia Saudita, che sono principalmente esportatori di minerali, materie prime agricole o energia. Il Made in Italy, al contrario, \u00e8 estremamente diversificato e non \u00e8 pi\u00f9 quello di 30-40 anni fa, fatto principalmente di moda e arredo-casa. Tra i nostri settori esportatori oggi c\u2019\u00e8 molto pi\u00f9 agro-alimentare di un tempo, c\u2019\u00e8 una fortissima meccanica, ci sono i mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli, come gli yacht e le navi da crociera, c\u2019\u00e8 una farmaceutica in grande espansione, ci sono diverse leadership specialistiche nella cosmetica, ad esempio per gli occhi, le labbra, i capelli. Insomma, siamo diventati con gli anni iper-diversificati e possediamo anche con un buon bilanciamento tra i diversi prodotti in termini di importanza relativa.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"753\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2249\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-1.jpg 1920w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-1-300x118.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-1-1024x402.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-1-768x301.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-1-1536x602.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La forte differenziazione di prodotto \u00e8 uno scudo notevole contro le eventuali difficolt\u00e0 di qualche singolo prodotto o settore. Uno scudo che ci ha protetti anche nel 2024, quando l\u2019export italiano di alcune voci importanti \u00e8 andato male, soprattutto autoveicoli (-16,7%) e tessile-abbigliamento-pelli-calzature (-4,5%). Niente paura. Ci hanno pensato l\u2019agricoltura (+5,1%), gli alimentari, bevande e tabacco (+7,9%) e la farmaceutica (+9,5%) a pi\u00f9 che bilanciare quei cali. Con una compensazione quasi chirurgica, precisa fino all\u2019ultimo euro. Ad esempio, l\u2019export di autoveicoli nel 2024 ha perso 4,8 miliardi di euro rispetto all\u2019anno precedente, pi\u00f9 che compensati dalla filiera agro-alimentare (agricoltura pi\u00f9 industrie alimentari), il cui export \u00e8 cresciuto di 4,9 miliardi. A sua volta, il calo delle esportazioni di moda e mobili \u00e8 stato complessivamente di 3,2 miliardi, mentre quello delle macchine e apparecchi meccanici \u00e8 stato di 1,4 miliardi: insieme fanno 4,6 miliardi di export in meno, pi\u00f9 che compensati da un aumento di 4,7 miliardi dell\u2019export di farmaceutica (si veda la figura 2).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"782\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2253\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-2.jpg 1920w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-2-300x122.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-2-1024x417.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-2-768x313.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-2-1536x626.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>I mercati della Penisola Arabica, dei Paesi Asean e del Mercosur compensano il calo dell\u2019export italiano verso la Germania degli ultimi due anni&nbsp;<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Nella Germania in piena crisi economica il made in Italy vende sempre di meno. Infatti, nel 2024 le esportazioni italiane verso Berlino sono state pari a 71 miliardi di euro, in calo del 5% rispetto all\u2019anno precedente, come abbiamo gi\u00e0 ricordato; ma esse erano gi\u00e0 diminuite del 3,5% anche nel 2023. In sostanza, in due anni il nostro export sul mercato tedesco si \u00e8 ridotto di 6,5 miliardi, cio\u00e8 l\u20198,4% in meno rispetto al 2022.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Anche in questo caso la forte differenziazione delle esportazioni dell\u2019Italia, questa volta in termini geografici, ci ha permesso di attutire il tracollo tedesco. Ci\u00f2 \u00e8 stato possibile grazie soprattutto alla crescita del nostro export verso la Penisola Arabica, i Paesi Asean e del Mercosur.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, scopriamo che nel periodo gennaio-novembre 2024 (mancano ancora i dati per l\u2019intero anno) l\u2019Italia ha esportato verso gli Emirati Arabi Uniti, al centro dell\u2019importante Business Forum romano di met\u00e0 febbraio, 7,2 miliardi di euro di merci, cio\u00e8 1,7 miliardi in pi\u00f9 (+31,9%) rispetto allo stesso periodo di due anni fa. Anche verso l\u2019Arabia Saudita il nostro export \u00e8 aumentato considerevolmente negli ultimi due anni, toccando nei primi undici mesi del 2024 i 5,5 miliardi di euro, cio\u00e8 1,9 miliardi in pi\u00f9 (+52,8%) rispetto allo stesso periodo del 2022. In sostanza, le esportazioni italiane verso questi due soli Paesi della Penisola Arabica sono cresciute di 3,6 miliardi ed hanno compensato oltre i 2\/3 di quanto il made in Italy ha perso sul mercato tedesco sullo stesso arco temporale misurato su undici mesi (-5,7 miliardi). \u00c8 uno dei tanti possibili esempi della forza della nostra diversificazione in termini di prodotti e mercati. \u00c8 la nostra carta vincente del Sud globale, visto che verso i Paesi Asean e del Mercosur abbiamo recuperato in due anni altri due miliardi di euro circa rispetto a quanto perso sul mercato tedesco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>Dubai, Abu Dhabi, Gedda, Riad e Doha le nuove frontiere dell\u2019export Made in Italy<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Vale la pena di soffermarci sulla crescente importanza della Penisola Arabica quale nuovo pilastro del nostro export: una sorta di nuova \u201cArabia Felix\u201d, spostata per\u00f2 pi\u00f9 a Nord di quella vera dell\u2019epoca romana (corrispondente agli attuali Yemen e Oman), oggi situata invece sull\u2019asse Gedda-Dubai. Di sicuro si tratta di un\u2019area geografica davvero \u201cfelix\u201d per il Made in Italy. Infatti, considerando le esportazioni italiane complessive verso Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e Bahrein, esse sono ammontate nel periodo gennaio-novembre 2024 a ben 16,2 miliardi di euro. Con anche l\u2019Oman e lo Yemen (quest\u2019ultimo, peraltro, insignificante) si arriva a 16,6 miliardi, cio\u00e8 2,6 miliardi in pi\u00f9 di quanto l\u2019Italia ha esportato in Cina nello stesso periodo, pari a 14 miliardi. Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar sono i tre principali Paesi di destinazione del nostro export nella Penisola Arabica. Da soli, questi tre Paesi rappresentano 14,8 miliardi di esportazioni italiane, sempre nel gennaio-novembre 2024, e valgono ormai di pi\u00f9 della Cina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Indubbiamente la Cina \u00e8 per noi un mercato molto importante e presenta un buon potenziale ancora da cogliere per le nostre imprese. Ma viene da sorridere ripensando a quando all\u2019inizio del nuovo secolo il <em>mainstream<\/em> imperversante nella politica italiana, tra i commentatori, gli economisti e persino tra una certa \u00e9lite di nostri imprenditori indicava ostinatamente nella Cina il nuovo \u201cEldorado\u201d per il Made in Italy. Un mercato talmente in espansione, si favoleggiava, che sarebbe stato in grado in futuro di pi\u00f9 che compensare le ingenti perdite di quote mondiali che la concorrenza asimmetrica e i dumping della Cina stavano allora arrecando ai distretti e alle piccole e medie imprese italiane esportatrici. In un mio articolo di vent\u2019anni fa (<em>Sfida cinese, per l\u2019Italia i calcoli non tornano<\/em>, \u201cIl Sole 24 Ore\u201d, 25 gennaio 2005) misi in guardia circa le esagerate magnificazioni del potenziale del mercato cinese. E scrissi che, anche nella migliore delle ipotesi, difficilmente il nostro export verso la Cina avrebbe mai potuto nemmeno lontanamente avvicinare quello verso una singola nazione mediterranea come la Spagna o quello verso l\u2019Europa dell\u2019Est. Previsioni che, passati vent\u2019anni, si sono puntualmente avverate. Nel 2024, infatti, l\u2019export italiano verso la Spagna \u00e8 stato pari a 34,5 miliardi di euro, tuttora oltre 2 volte il doppio di quello verso la Cina (15,3 miliardi nell\u2019intero scorso anno). Mentre non c\u2019\u00e8 nemmeno bisogno di scomodare l\u2019intero Est Europa, basta solo il nostro export verso la Polonia, pari a 19,8 miliardi nel 2024, per trovare un singolo mercato dei Paesi dell\u2019ex impero sovietico oggi per noi pi\u00f9 importante della Cina, e non di poco.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>\u00c8 invece la Penisola Arabica il vero nostro nuovo \u201cEldorado\u201d fuori dall\u2019Europa, con Emirati Arabi e Arabia Saudita e Qatar in testa. Ben vengano, dunque, nuovi accordi di collaborazione e investimenti reciproci tra l\u2019Italia e questi Paesi, che mostrano di saper apprezzare sempre di pi\u00f9 i nostri prodotti e le nostre tecnologie. L\u2019export del made in Italy verso Dubai, Abu Dhabi, Riad, Gedda e Doha cresce a ritmi notevolissimi. Prendiamo il caso degli Emirati Arabi Uniti. In due anni, il nostro export di moda \u00e8 aumentato del 77,7% (superando nei primi undici mesi del 2024 il miliardo e 100 milioni di euro). L\u2019export di macchine e apparecchi meccanici (1,3 miliardi di euro) \u00e8 cresciuto del 50%, quello di apparecchi elettrici (526 milioni) del 67,2%. Ma vanno forte anche gli alimentari, bevande e tabacco (365 milioni), in aumento del 33,1%. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Prima del Covid, nel 2019, la Cina era pi\u00f9 importante della Penisola Araba come mercato di destinazione del nostro export. Oggi, dopo soli cinque anni, \u00e8 il contrario. Sempre nel 2019, la Cina era il nono mercato per il nostro export e gli Emirati Arabi Uniti erano il ventiduesimo. La Cina \u00e8 ora scesa all\u2019undicesimo posto, mentre gli EAU hanno guadagnato sei gradini, sono saliti al sedicesimo posto e stanno per raggiungere il Giappone (si veda la figura 3).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"806\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2241\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-3.jpg 1920w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-3-300x126.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-3-1024x430.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-3-768x322.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-3-1536x645.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong><em>Il boom dell\u2019agro-alimentare da solo compensa la caduta dell\u2019export verso Germania, Francia e Stati Uniti<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>A livello di settori e prodotti non c\u2019\u00e8 dubbio che la filiera agro-alimentare sia stata uno dei grandi protagonisti della crescita del nostro export negli ultimi anni. Le esportazioni complessive di agricoltura, silvicoltura e pesca e quelle delle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco hanno raggiunto nel 2024 i 69,1 miliardi di euro, nuovo massimo storico, appena sotto la soglia dei 70 miliardi. Rispetto al 2019, anno precedente la pandemia, l\u2019agro-alimentare italiano ha visto balzare in avanti le sue vendite all\u2019estero di ben 23,8 miliardi in soli cinque anni (vedi figura 4).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"891\" src=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2245\" srcset=\"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-4.jpg 1920w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-4-300x139.jpg 300w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-4-1024x475.jpg 1024w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-4-768x356.jpg 768w, https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/grafico-4-1536x713.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Nel biennio 2023-2024, in particolare, le esportazioni della filiera agro-alimentare italiana sono aumentate di 8,4 miliardi di euro, neutralizzando da sole il calo dell\u2019export nazionale verso la Germania (-6,5 miliardi), gli Stati Uniti (-0,3 miliardi) e la Francia (-0,9 miliardi), cio\u00e8 i nostri tre maggiori mercati.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Sull\u2019arco del biennio considerato, prendendo come riferimento il periodo gennaio-novembre (non essendo ancora disponibili i dati dettagliati per il dicembre 2024), \u00e8 possibile constatare come diverse voci dell\u2019agro-alimentare siano state tra i prodotti protagonisti dei maggiori incrementi dell\u2019export del Made in Italy, assieme a gioielleria, farmaci, yacht, prodotti cosmetici e macchine per imballaggio. Questi i prodotti agro-alimentari il cui export \u00e8 aumentato di pi\u00f9: olio d\u2019oliva (+1 miliardo e 94 milioni di euro rispetto al gennaio-novembre 2022); formaggi e derivati del latte (+893 milioni); frutta e ortaggi lavorati (+729 milioni); cioccolato e confetterie (+646 milioni); condimenti (+587 milioni); pasticceria fresca (+437 milioni); prodotti da forno (+434 milioni); pasti e piatti pronti (+404 milioni); prosciutti e salumi (+381 milioni); acque minerali e bibite (+342 milioni); caff\u00e8 (+335 milioni); ortaggi (+274 milioni); vini spumanti (+268 milioni); paste alimentari (+208 milioni).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Sempre nel periodo gennaio-novembre 2024, rispetto all\u2019analogo periodo del 2022, i maggiori aumenti dell\u2019export italiano delle sole industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (agricoltura esclusa) si sono registrati verso: Stati Uniti (+1.047 milioni di euro), Germania (+960 milioni), Francia (+773 milioni), Regno Unito (+555 milioni), Spagna (+374 milioni), Austria (+260 milioni).<\/p>\n","protected":false},"template":"","meta":{"_acf_changed":true},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine\/2227"}],"collection":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/cp_magazine"}],"about":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cp_magazine"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/eccellenzedimpresa.it\/cn\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}