campioni d'italia

Mancano pochi giorni all’evento di giovedì 15 ottobre: al Teatro Manzoni di Milano si assegnerà il Premio Eccellenze d’impresa 2020 con una giuria d’eccezione e un keynote speech del presidente di RCS Urbano Cairo (qui l’iscrizione all’evento). In quell’occasione viene presentato Campioni d’Italia – Come le migliori imprese vincono ed emergono sui mercati mondiali, un volume a cura di Gea, Arca Fondi SGR e Harvard Business Review Italia con una raccolta di saggi che fotografano il patrimonio industriale della penisola con dati e case history.

«Abbiamo stimato che raggiungere il livello di capitalizzazione delle aziende tedesche, circa il doppio dell’indice italiano, permetterebbe al PIL industriale di crescere del 26% e a quello totale del 6%», hanno scritto nella prefazione Luigi Consiglio, Ugo Loser ed Enrico Sassoon.

Nei capitoli di Campioni d’Italia sono disponibili riflessioni sui settori d’eccellenza dell’industria italiana: cibo, moda, design per citare alcuni tra quelli strategici. Ogni sezione contiene dati e schemi che descrivono a fondo il perché dei tanti successi. Per quanto riguarda il fashion, leggendo il testo, sono circa «600 le aziende con ricavi superiori a 10 milioni, 83 oltre i 50 milioni e solo 35 oltre i 100 milioni. Raggiungere una dimensione rilevante è oggi e sarà sempre di più uno dei fattori chiave di successo per intraprendere un percorso di crescita profittevole e durevole nel tempo».

Gli scenari di eccellenza non nascondono di certo le difficoltà del tessuto imprenditoriale italiano. «Dalla crisi del 2008 – si legge nell’intervento di Ugo Cedrangolo in Campioni d’Italia – abbiamo perso circa il 25% della base industriale del Paese e, naturalmente, della relativa occupazione. Molti settori e molti distretti hanno sofferto particolarmente e si sono praticamente spenti: i nostri “corpi caldi” si sono indeboliti».

Di fronte alla nuova crisi dovuta alla pandemia e al conseguente lockdown, la soluzione sta nell’eccellenza italiana intesa come valore da esportare nel mondo. «Il Made in è per sua natura un prodotto globale, basato sul fatto che il prodotto interessa tutto il mercato – ha scritto Luigi Serio – la competenza distintiva che genera vantaggio competitivo per le aziende italiane è la capacità di risposta personalizzata su “lotti minimi”, in altre parole la conferma di una risposta artigianale alla richiesta del mercato».